L’artista.

Bella come il sole o bella come la luna. Dipendeva da come ti permettesse di farsi guardare.
Potevi essere tra i privilegiati cui era consentito tuffarsi nel profondo dei suoi occhi o tra gli esclusi che non potevano oltrepassarne il sarcasmo di ghiaccio… perché il tuo coraggio dovevi provarglielo in un’infinitesima parte di un tempo di per sé infinito, in cui ti lasciava lo spazio d’accesso aperto, tra il calore e la freddezza che poteva sapientemente dispensare. Un tempo assai breve perché tu provassi a cimentarti nella comprensione di filosofie immortali per le quali “tutto ciò che passa non è che un simbolo, l’imperfetto qui si completa, l’ineffabile è qui realtà, l’eterno femminino ci attira in alto accanto a sé”.
Difatti solo in un modo lei sapeva offrirti un abbraccio che forse non avevi più sperato e, solo in un modo, lei sapeva sgusciare via sinuosa dalla tua vita, senza darsi pena di annunciartelo: improvvisamente. Perché lei era un’artista. Una pittrice che sapeva dare corpo alla poesia e una poetessa capace di dare anima al dipinto. La sua arte stava nel trionfo esaltante dell’emozione sulla ragione e a beneficio di coloro che avessero saputo intuire quanto arduo fosse addomesticare la realtà, allorquando l’inesorabile incedere della follia demoliva l’equilibrio tra passato e futuro.
In un suo dipinto vedevi il fascino e il mistero della vita, trasfigurati nella maschera fiera di un padre, accigliato in pensieri millenari, che prometteva di impedire al tempo di scorrere, dichiarandosi capace di fermarlo con la forza dell’amore.
Una sua poesia vieppiù ti sferzava con la forza del teso maestrale che dall’anima sua spazzava intense passioni vissute, per lasciare il posto al bollente scirocco del cuore che, disidratando e sgretolando la sabbia delle ragioni, preparava più coraggiose emozioni.
Allora le chiedevi, anzi l’imploravi, di posare per lei sebbene tremante prefigurassi la buffa posa che avresti assunto, già spaventato dalla plastica immobilità dell’anima tua stessa, da tempo incapace di denudarsi del tutto e, soprattutto, di offrirsi genuina, a lei.
Così sceglievi di rimanere coperto, celando nella pudicizia le debolezze che un’artista – e donna fatale – così, avrebbero saputo svelare e immortalare senza generosità né pietà, trasferendole in un’audace opera – ritratto o poesia che fosse -, che ti avrebbe un giorno consegnato con un sorriso mordace, presagio di rivelazioni che non avresti mai più ottenuto… non sulla sua arte né sulla sua anima.

65 risposte a "L’artista."

  1. Buon giorno a tutti … con sorriso.
    Bello bello bello … (visto che ormai hanno scritto cosi tante cose belle, che alla fine
    dovrei copiare un complimenti …
    Ma il vero bellezza lo trovata, che mentre tu nutri noi mentalmente,
    te lo cavi a nutrire bene anche il palato!

    Buon risveglio e una bella e buona giornata a te caro Piero!
    E grazie … che nonostante un periodo di mia assenza, tu ci sei presente! nel mio mondo.

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    1. Buongiorno Lisa, è sempre un piacere incontrarti… da te o da me, non fa molta differenza! 🙂
      Purtroppo capita di doversi dedicare a cose più impellenti e importanti del blog, e questa non è assolutamente una colpa. Anzi. Perciò non preoccuparti, quando vuoi, sono qui.
      Ti abbraccio e ti auguro una splendida giornata. 🙂

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  2. Niente di meglio della follia, strada maestra che conduce alla vera saggezza. Tuttavia la razionalità fa sovente capolino e spesso proprio quando se ne dovrebbe stare in un cantuccio lì, silenziosamente. Ma la vita è troppo breve per non concedersi alle emozioni.

    Uomo

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    1. Grazie per il tuo di per sé emozionante spunto… Direi che hai perfettamente ragione. Talvolta la razionalità insidia la follia, smascherando i sogni più temerari dell’artista. Ma l’artista sa far emergere una nuova e più prepotente emozione, che lo conduce a (ri)materializzare la sua vera follia.

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  3. Ecco, anche questo scritto, cesellato con elegante espressività e bravura, tocca corde artistiche
    Dalla follia può nascere un capolavoro da una mente sana, sovente, il nulla
    Gradita molto, Piero
    Un abbraccio da Mistral

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    1. Cara e Dolce Mistral, è un vero piacere e un onore ricevere un’approvazione da un’Artista come te. Grazie. Sono perfino commosso. Ed è vero, dalla follia, spesso, nascono le cose più incredibili. Ciao. Un abbraccio a te. Piero

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      1. Tempi lunghi per questo.Prima di tre settimane un mese difficile aver risultati in un caso di anemia grave se non accettando la trasfusione.
        Provo. E spero, anche se gia’ i farmaci mi dan problemi.
        Bhe basta che mi annoio da sola e ti rovino il post bellissimo. 😘❤

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    1. Eh amico mio, ogni tanto dobbiamo tirarcela un po’, no? Per esempio nel dimostrare che a non far capire una mazza, contorcendo idee e concetti, siamo bravi anche noi… Poi, credo che ogni donna sia un’opera d’arte a sé e che sia poesia e dipinto di se stessa. Se non riesci a prendere la sua testa non riuscirai a prenderla in nessun altro modo… o mi sbaglio?

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      1. e no che non sbagli…con le tue parole hai stimolato le donne e disorientato gli uomini. Io ho dovuto leggerlo tre volte….ahahahaha
        Le donne sono croce e delizia, ma spesso siamo noi che scegliamo con quale parte di loro abbiamo a che fare… 😉

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        1. Ormai credo che il mio blog sia diventato un rotocalco al femminile. È fuori discussione infatti che io sia dalla loro parte… Mi mancano la rubrica “cuori infranti” o “ditelo a…” e i gossip e poi siamo a posto. ahahaah
          Il problema è che noi ci illudiamo di scegliere – come dici tu – “la parte” ma sono loro a decidere quale…

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  4. A volte bisogna barcamenarsi in questa piatta realtà della quotidianità. La follia è un vento leggero e imprevedibile che abbatte le barriere della ritualità del vivere, certo, ogni genio non sarebbe stato tale, senza un pizzico di sana follia. Ma quanti di noi, potremmo essere potenziali artisti e invece, la società, l’ambiente culturale, la mancanza di opportunità, ci ha reso sterili e privi di aspirazioni perché il leggero vento ha deciso di soffiare da un’altra parte?

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    1. Carissima Giusy, trovo le tue osservazioni molto coerenti con quello che in fondo è un sentire comune… l’arte non è prerogativa dei nomi altisonanti ma di ciascuno di noi, che nel suo piccolo fa del proprio meglio per esprimere la propria forma d’arte. Pensare che non abbiamo avuto alcuna formazione scolastica specifica a tal riguardo e che tutto è stato lasciato ai nostri talenti, nelle migliori delle ipotesi sostenuti e incitati dai genitori e dalla famiglia. Quando sento dire che la musica e la storia dell’arte tornano ad essere materie d’insegnamento mi viene da ridere. Non è questo il sostegno che è necessario. Invece, come giustamente sottolinei tu, bisognerebbe trovare nuove e più efficaci forme di valorizzazione delle arti, specie quelle espresse a vari livelli dai dilettanti. Grazie infinite della tua sempre graditissima visita. Ciao, Piero

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      1. Ti confesso una cosa: tanti anni fa, da ragazzina decisi d’un tratto che volevo dipingere. Comperai tele, colori, olio di lino e cominciai…Paesaggi molto belli si crearono in quelle tele che ho tutt’ ora ho in casa. Sarebbe bastata una scuola di perfezionamento, già, ma il vento leggero della follia, fu oscurato da un uragano chiamato “male” e tutto si fermò. Sono convintissima che tutti abbiano un talento nascosto, ma che viene inibito dalla società, dallo stato incapace e rapace e dalla scuola, che non si comporta da stimolo per i ragazzi, si limita ad insegnare e a sparger voti come l’acqua santa, senza osservare l’individuo da più angolature, capirne il disagio, o all’opposto, incentivare le doti. La scuola deve, prima di far sapere la data della I guerra mondiale, plasmare il soggetto tale da sviluppare in lui un senso critico, la capacità di discernimento, il desiderio della conoscenza…allora il vento leggero della follia aleggera’…e in ognuno di noi. Un abbraccio, Giusy

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        1. Cara Giusy, ciò che descrivi è la prova della miopia della politica italiana che in tutti questi anni si è occupata di fare riforme scolastiche senza mai stimolare la revisione dei programmi didattici. Alla fine a farne le spese sono gli utenti finali ovvero i discenti. Tuttavia credo che se la scuola deve formare, abbia bisogno di insegnanti in grado di farlo. E con le assunzioni selvagge non credo che si risolva il problema. Anzi. Un abbraccio, Piero

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            1. Io voglio sperare che siamo sempre di più a pensarla così anche se mi rendo conto che l’atteggiamento più semplice e comodo è quello di lasciar perdere. Noi Italiani lasciamo perdere sempre. Così ci massacrano con provvedimenti, leggi e leggine sempre più assurde e strane. Tanto ci lamentiamo e non facciamo nulla. Spero ardentemente che le nuove generazioni si stufino prima o poi, e che se non saranno capaci di dare luogo ad un nuovo ’68 almeno quando chiamate a governare questo Paese, cambino qualcosa. C’è tuttavia un problema. Mancano gli intellettuali. Gli intellettuali sono stati, nella Storia, i precursori, gli ispiratori, i leader, di cambiamenti epocali. Ora sono sopiti… concentrati a promuovere e vendere (pochi) libri.

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              1. Noi stiamo già facendo qualcosa con i nostri blog, tuttavia abbiamo venti- trenta anni, di un voluto defluire del sapere,da chi detiene il potere di questo paese. I ragazzi sono stati svuotati di ideali, di ragionamento; drogati di pornografia, di giochi d’azzardo, di ubriacature a tutti i livelli, facendo loro inseguire ideali effimeri, come la bellezza a tutti costi , il denaro a tutti i costi. In sostanza sono stati resi inermi, incapaci di sviluppare un ragionamento tale, da poter ribellarsi al sistema, non avverrà mai un cambiamento radicale in queste condizioni, ciao Giusy

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  5. Sono d’accordo, ma solo fino ad un certo punto. La follia serve per avere il coraggio di provare, mentre la ragione aiuta a vagliare i dati a disposizione. Non li distribuiamo a seconda dei casi per scelta personale, ma in relazione alle varie necessità e predisposizioni. Senza dimenticare gli ormoni, l’utilità e tutte le altre variabili personali e non…
    E’ molto bello questo post, complicato ed intrigante. Ammetto che sicuramente avrei difficoltà a scrivere così! Ti ammiro!

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    1. La follia osa ciò che la ragione teme. Ti ringrazio per il lusinghiero commento… Mi sforzerò di ricordarmi che sono un mortale… ahaha Scherzi a parte la complicazione che esiste nel post è l’anima complicata – scusa la cacofonia – di un’artista che deve far vedere con i propri occhi e sentire con la propria anima. Cosa possibile solo con la follia. Secondo me.

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          1. Dici bene! Ma forse è proprio perché non c’è la componente paura che il coraggio è libero di manifestarsi. Ma ci basterà questo post per esprimere tutti i pensieri e gli accordi e disaccordi che ne possono derivare? E’ divertente! Sono proprio contenta che tu l’abbia scritto!

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            1. Intendi le nostre opinioni a confronto? Se così fosse, non basteranno milioni di post per capire quanto noi esseri umani siamo complicati nella nostra semplicità, ancorché folli o saggi.

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                    1. Nella speranza che il caldo dia tregua… perché concentrarsi su un’ispirazione non è così facile in giorni come questi. Un abbraccio. Piero 🙂

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    1. Be’ ce lo ha “certificato” Erasmo da Rotterdam ne “L’Elogio della follia”. Non so se ricordi… “Osservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell’uomo più passione che ragione perché fosse tutto meno triste, difficile, brutto, insipido, fastidioso. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati godrebbero felici di un’eterna giovinezza.
      La vita umana non è altro che un gioco della Follia”.

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      1. Io non potrei vivere senza follia. Senza diventerebbe tutto programmabile, sterile. La pura ragione da sola indirizzerebbe la strada sempre senza lasciare alternativa alla speranza del cambiamento. La ragione serve da freno e spesso è necessaria, ma non deve essere il motore principale. La follia serve a distinguerci a vivere l’individualità e a variare la specie…

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        1. Sarei più orientato all’equilibrio, follia nell’amore, per esempio, ma razionalità nelle relazioni “comuni”… anche se in entrambi i casi non sai cosa aspettarti…

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