Saturno contro

Saturno mi hai rotto i coglioni.
Vengo su da te insieme a Bruce Willis e il team di Armageddon, ti scavo per un chilometro, deposito un ordigno nucleare, di quelli della peggior guerra fredda, e ti frantumo in miriadi di piccoli pezzi che attratti dalle gravità dei pianeti, entrando nelle loro atmosfere, si disintegrerebbero.
Non so se ce l’hai con il cancro ascendente scorpione ovvero con i pezzi di pane più pezzi di pane che l’umanità abbia prodotto. Ma so che mi rompi le palle da diverse settimane.
Perché? Non che io voglia che tu vada a rompere le palle ad altri segni zodiacali. Ma quel cerchio che hai intorno deve essere difficile da sopportare. Più dei nostri cerchi alla testa. Che però, dicono, ci procuri tu.
Ma dimmi, un chilo e mezzo di cazzi tuoi potresti farteli o no?
Che poi stare nell’universo così defilato, lontano, alieno –  ecco appunto alieno -, non ti suggerirebbe di indirizzare le tue attenzioni alle misteriose civiltà di cui un povero cristo di essere umano nemmeno conosce l’esistenza?
Saturno contro mi hai davvero scassato la minchia.
Decidi. O tu o noi.
Anzi fammi un cazzo di favore, lascia in pace i giovani. Ne hanno di vita da fare. Nel caso palesati più avanti, quando i giochi saranno stati fatti e tutto sarà stato compiuto. Lasciali stare. Sono creature. Sono ancora creature. La vita devono ancora scoprirla.
Brutto imbecille testa di cazzo che non sei altro.

103 risposte a "Saturno contro"

  1. Anch’io nel mio segno ho sempre Saturno contro.Pensa quando si mettono insieme Saturno e Marte che coppia fantastica per annientare le proprie emozioni! Una sfida questo zodiaco!

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    1. Io ce l’ho da una vita sulle scatole. Mi sono preso certe mazzate! Però qualche volta glielo ho date anche io… 😉
      Quel giorno in cui l’ho scritto è stato veramente un giorno terribile. Credo che si capisca che mi sono proprio saltati i nervi. 🙂

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        1. Ma che pensiero carino! Ricordati però di farla arrivare insieme al suo papy, Giove, altrimenti non basterebbero i suoi influssi benefici.
          E se proprio andasse male, sarà sufficiente scambiare opinioni con te, per vederla positivamente!
          Grazie! Ovviamente ricambio… 😀

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    1. Dimenticavo una cosa importante… Chissà se è stato altrettanto inutile il suicidio di un 37enne perché non trovava lavoro. Non mi sembra che tu abbia colto l’origine di saturno contro (chiarita nei commenti). In fondo, io, me la cavo benino. I famosi giovani che a te parve una volta io non “difendessi”, non mi pare che se la cavino altrettanto bene. E non certo per colpa nostra. Noi, le famiglie, siamo i più efficienti ammortizzatori sociali di questo Paese.
      Fine della polemica.
      E immutate stima e cordialità. Pier☼

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      1. Se rileggi il mio commento, bene, dico ‘ solo’ che quale che sia la ragione, così come una foto subdolamente utilizzata il turpiloquio in me sortisce lo stesso effetto.
        Mi offende tu possa avere sottovalutato il mio coinvolgimento per quanto avvenuto.
        Sheraebasta

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        1. Purtroppo alle tragedie cui assistiamo quotidianamente non riesco più a reagire con calma. Non è possibile essere schiacciati in questo modo da chi non ha occhi per vedere e orecchie per sentire. Da chi va avanti per la sua strada negando che una legge sul lavoro stia fallendo clamorosamente. Intanto un giovane, fratello di mia cugina acquisita, decide di farla finita. E io, con il dovuto rispetto, mi arrabbio, ricorrendo se necessario al turpiloquio. Una tantum. Ma tutta questa calma serafica che c’è in giro mi pare più menefreghismo, o no?
          Ti ringrazio e non intendevo offenderti in alcun modo. Ti rispetto e prova ne è il post “ode ai blogger” in cui sei citata anche tu, by the way.

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          1. Pietro Ingrao con cui ho avuto l onore di lavorare spalla a spalla per dieci anni nn si può dire fosse ‘ indifferente ‘ e coinvolto in prima persona nei drammi di questo nostro mondo eppure NON l ‘ ho mai sentito trascendere.
            Ti ringrazio se mi hai menzionata ma nn ci conosciamo abbastanza.
            Sheraebasta

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            1. Non siamo tutti fortunati allo stesso modo. In quanto alle accuse di volgarità, direi che stai esagerando.
              Ho letto di peggio e mai scritto altrettanto.
              Diciamo che c’era bisogno di un pretesto.
              Piero. Fine.

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  2. Non sono esperta in astrologia ed influssi planetari,ricordo però come Saturno,legato al tempo e visto come una sorta di “maestro”, ci mette di fronte a noi stessi,la nostra impazienza e il voler agire anche dove sarebbe opportuno attendere per apprendere lezioni di vita: Ecco uno stralcio preso in rete.
    ” Saturno è  il pianeta considerato “maestro di vita”, è il pianeta del tempo che passa inesorabile, della fatalità, della maturità, della riflessione, del metodo, della sobrietà, della pazienza, dei risultati conquistati magari faticosamente e per questo più solidi, dell’erudizione e della concentrazione, della giustizia.   

    Va detto subito e con forza che il pianeta soffre di un’immeritata fama quale menagramo, viene indicato come una sorta di forca caudina che falcidia le aspirazioni, addirittura è diventato il titolo di un film, Saturno contro. Questa nomea trae origine dalla mitologia: il dio Saturno aveva l’abitudine di divorare i suoi figli per sbarazzarsi di eventuali rivali, la moglie Opi gli fece ingoiare pietre salvando, tra gli altri, Giove che lo detronizzò e lo esiliò sulla terra. Saturno riparò in Italia, fu accolto dal dio Giano, si stabilì sulla riva del Tevere opposta al Gianicolo, fondò la città di Saturnia e iniziò un dominio così saggio ed equo da essere ricordato come l’età dell’oro. Dunque, tanto malvagio non doveva essere o, meglio, aveva imparato la lezione liberando il meglio di sé.

    Saturno, nella pratica astrologica previsionale, così come gli altri pianeti, non ha il potere di impedire un risultato se questo è possibile. Quando è favorevole, il pianeta indica successi destinati a durare, magari frutto di un lungo lavoro preparatorio, quando è negativo indica che sono necessari cambiamenti, che forse si hanno pretese eccessive, che è il caso di darsi qualche traguardo intermedio invece di tendere subito alla meta finale, magari ambiziosa.

    Più che menagramo, dunque, il pianeta può essere considerato, come del resto dice la tradizione, un maestro di vita. ”

    Sicuramente non ho giustificazioni per Saturno ma vorrei far focalizzare come per mantenere un equilibrio e per dare senso alle lezioni che la vita tenta di impartire:lezioni che possono essere riassunte anche con quello che rappresenta il Karma di una persona,forse ė più importante,al fine ti coglierne l’azione equilibrate,valutare ogni sfaccettatura del tema natale. Colgo la tua sofferta necessità di portare fuori i tuoi sentimenti e li rispetto e ti sono vicina: con le parole ed attraverso gli spazi vuoti,più significativi delle parole stesse. Un grande abbraccio.
    Daniela ☆

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    1. Cara Daniela,
      innanzitutto grazie per le preziose informazioni, gran parte delle quali, confesso, non avevo.
      Hai ben colto lo sfogo e ti ringrazio. È ovvio che “Saturno contro” è ormai entrato nel linguaggio comune come una sorta di sinonimo di sfortuna, o sfiga che dir si voglia.
      Un po’ come lo “stai sereno” di Matteuccio da Firenze.
      Il mio è un puro pretesto. Me la prendo con Saturno perché se un giovane cerca lavoro inutilmente, cade in depressione e decide di farla finita, non so chi dovrei chiamare in causa. La famiglia? La società? La crisi economica? Oppure, la fragilità umana? Il senso d’impotenza e l’incapacità di reagire?
      Il giovane in questione non era incapace di reagire. Non trovava lavoro, nemmeno come bracciante nei campi.
      Il grido d’allarme, con tutta la passione che ho voluto metterci, è dunque un altro.
      Non intendo minimamente criticare il tuo sensibile approccio al problema, ma non è l’equilibrio interiore che darà da mangiare ai milioni di giovani disoccupati bensì un’azione corale dei Governanti di tutto il mondo, che a mio modesto avviso possono:
      tirare la riga, azzerando debiti pubblici e togliendo così alle banche la principale fonte di arricchimento, abbassando poi l’asticella dei consumi che sono una spinta formidabile verso il benessere economico a tutti i costi, liberando l’essere umano dal giogo del dio denaro, sostenendo il rispetto e lo sviluppo del pianeta, ricostituendone le fonti di risorse e creando energie alternative nel cui settore possono trovare lavoro milioni di persone, oppure tirano la riga in un modo cruento, con stermini di massa, genocidi, tragedie come quelle cui stiamo assistendo in questi giorni.
      Io temo che la seconda strada sia quella delineata e che il fermento nel continente africano, lo stia dimostrando. Perché, infatti, esso non genera urgenti interventi ONU o di Americani o Russi? Quando si è trattato di mettere le mani sul petrolio non hanno esitato a muoversi, anche militarmente!
      Saturno si è incolpevolmente guadagnato una brutta fama a causa degli oroscopi, altra cosa rispetto all’astrologia, redatti dai guitti che millantano una profonda conoscenza degli astri e delle loro dinamiche.
      Ma ci sono milioni di persone in questo momento che non sanno come dar da mangiare alla propria famiglia. Sono sicuro che nemmeno gli insulti a Saturno farebbero trovare loro il pane o i soldi per comprarlo.
      E questo, francamente, scatena in me moti di ribellione che per ora posso solo estrinsecare prendendomela con il malcapitato Saturno.
      Grazie infinite, ti abbraccio. Pier☼

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      1. Grazie caro Piero,guardando le cose da questa prospettiva ha pienamente centrato il problema e astrologia o no,sono certa che le cause delle ingiustizie sociali ad ogni latitudine di questo nostro mondo,risiedano solo nell’avidità di una politica che sbatte in faccia le porte a chi chiede una vita dignitosa: lavoro,cure mediche e la possibilità di dare sicurezza alla famiglia. Intorno c’ė solo degrado e speculazione,corrotti e corruttibili,piccoli topolini che ballano alla musica della moneta tintinnante di qualche pifferaio magico celato nell’ombra. Vediamo solo la punta dell’iceberg e molto ė inabissato nell’oceano della menzogna. Nessun essere umano deve soffrire,nessuno deve arrivare ad un gesto disperato e quando accade siamo tutti responsabili.Siamo tutti indifferenti.Tutto ė diventato retorico,sensazionalista.
        Morire non ė uno scoop ma ė il fallimento di tutti,anche il mio! Per questo ci sono cose che toccano piú di altre e restare colpiti significa anche riflettere per non permettere che ogni morte avvenga invano. Si lacera una pagina che tocca,deve toccare nel profondo tutti,come esseri umani. Ė tempo di cambiamento e non avviene se non ci rimbocchiamo le maniche.

        Un grande abbraccio
        Daniela

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        1. Grazie Daniela della lucida analisi. Mi permetto di riprendere due concetti da te efficacemente espressi.
          Il primo, la morte e tutte le sofferenze in generale non devono essere uno scoop ma il punto di non ritorno ovvero quel momento in cui alle riflessioni seguono azioni concrete perché le tragedie non si perpetuino.
          Il secondo, il cambiamento che dovrebbe essere diretta conseguenza di quel punto di non ritorno.
          Grazie infinite.
          Un abbraccio forte a te.
          Pier☼

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  3. No vabbè.. Ho capito bene il perchë della tua incazzatura leggendo alcuni commenti, tra cui quelli di gigi… È che chi sta in alto ste cose non le vede…. E c’e chi purtrroppo si arrende… Non ë giusto il dolore che si sarâ portato dentro e cje ha lasciato intorno…

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    1. Ehilà. Purtroppo. Ci stanno prendendo talmente per sfinimento che alla fine non c’incazzeremo nemmeno più.
      Chissà quante storie così vengono sottaciute, nascoste anche e soltanto per pudore…

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                1. Questa per esempio è una cosa che non condivido. Le rivoluzioni possono anche essere civili e incruente e condotte sotto la spinta dei movimenti intellettuali. Che guarda caso latitano oppure nemmeno ci sono… o sono asserviti al sistema…

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  4. Posso unirmi al tuo urlo disperato è arrabbiato ?
    Concordo e quando ci vuole ci vuole: ora basta. 😡
    Siamo anime meravigliose non dovremmo essere schiacciati da questi schifosissimi e maledettissimi soldi.
    Dovremmo avere tutti un lavoro che ci permetta di vivere la nostra vita è far crescere la nostra anima e non essere annientati … 😔😔😔
    Che schifo 😶

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    1. Grazie Sara. Il tuo urlo è il mio. Ci hanno ridotti sul lastrico affettivo ed emotivo. Non sono i soldi che ci tolgono con tasse e gabelle, ma l’anima.
      E quando tolgono o non danno il lavoro, distruggono la dignità umana.
      Questi ci vogliono inquadrati come automi. Non sono i Prodi, i Berlusconi, i Renzi. Sono i poteri forti. Le banche, gli azionisti delle multinazionali, i procacciatori d’affari.
      Noi siamo il loro più grande affare. Ecco la verità.
      Ma il tuo basta, unito al mio, e a quello di tanti altri deve diventare un clamore. Deve diventare la protesta della gente che si ribella all’obnubilamento delle menti e alla distruzione dei sentimenti.
      Un abbraccio. Pier☼

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  5. Un giorno torno a casa da scuola (ero in 5° liceo) e trovo il paese invaso da giornalisti e telecamere.
    Mi viene detto che in un condominio a 30 metri da casa mia era accaduta una tragedia.
    Girano le prime voci, le persone mormorano, altri parlano davanti a taccuini e microfoni.
    Lì ci abita un ragazzo che conosco. Aveva 2 anni meno di me, ci avevo litigato un sacco di volte. Cose da ragazzi.
    E quel giorno aveva deciso di farla finita, lasciandoci tutti esterrefatti.
    Ancora oggi, dopo 30 anni, mi sento male al pensiero di quella tragedia.
    Ciao Piero.

    Kikkakonekka

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    1. Ciao. Purtroppo sono disagi che spesso passano inosservati o che non trovano vie d’uscita.
      Chissà se la famiglia, gli amici o degli specialisti avrebbero potuto evitare il gesto estremo.
      Come te, io sono portato a non biasimare quella fragilità che porta a farla finita, ma incazzo con la società che ignora questi drammi e continua in ogni sua espressione, ad essere esattamente quella di prima.
      Ti ringrazio.
      Un abbraccio. Pier☼

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  6. Confermo, sottolineo e sottoscrivo. Ha rotto il cazzo anche a me che sono vergine ascendente sagittario. Non proprio la più buona, di certo la più cogliona. E ho pure fatto rima…
    Buona serata 🙂

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    1. Alice cara… sostengo il tuo moto di disgusto e ribellione. Con tutte le mie forze.
      Buona serata a te. Pier☼
      PS non sei tu la cogliona però… ma gli altri che approfittano di te. Indipendentemente da quel bastardo di Saturno.

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      1. Questa tua versione mi piace…
        Ciò non toglie che io mi sento comunque una cogliona. Perché permetto cose che non dovrei.
        Viva le bionde stupide, non vedo l’ora di far parte del loro club! (ndr. Sto attendendo Lobotomia)

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      2. Avevo scritto il commento in risposta, si deve essere perso nell’etere…
        Era una cosa tipo: apprezzo il tuo punto di vista, ma cogliona mi ci sento comunque perché sono io a permettere certi comportamenti. Mi fingo adulta emancipata e mi frego da sola…
        Io intanto rimango in attesa di trovare qualcuno in grado di lobotomizzarmi, una bionda cretina se la passa meglio di me di certo…

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        1. Non ti preoccupare per il commento.
          Alice tu meriti, e l’ho già detto, una persona che ti rispetti, ti ami e ti valorizzi. E con cui dovresti crescere così come dovrebbe crescere lui.
          La bionda cretina forse ha più possibilità immediate di cavarsela. Ma quando avrà smesso di sculettare, stai tranquilla che gli uomini non se la fileranno più.
          Paradossalmente arriva sempre il momento in cui per gli uomini gli intelletti femminili, diventano più sexy di culo e tette. Anche se queste non mancano. E non necessariamente quando gli uomini sono a loro volta sfioriti. Di maschi e di femmine davvero intelligenti davvero ce n’è.

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          1. Ho sentito spesso dire “tu meriti il meglio” e sai una cosa buffa? È stato detto dalle stesse persone che apprezzavano la mia intelligenza (insieme a tette e culo) quando ormai per me era troppo tardi. Una sorta di ammissione di non essere alla mia altezza? Io davvero più passano gli anni e più capisco di non capire.
            Sarà anche sexy la mia mente, ma parte di questa continua a non capire le regole del gioco…
            Vabbe, finisce che Saturno mi gira pure a favore se continuo a scrivere Ahahahah

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            1. Io te lo auguro ma, perché ti vada bene, non è lui che deve girare a favore, deve togliersi dalle palle.
              Permettimi di fare delle considerazioni.
              Gli uomini hanno delle fasi nella propria vita. In ciascuna di esse prefigurano un modello di donna che sia proporzionato alle proprie aspettative.
              La madre innanzitutto. Modello insostituibile e imperituro. Un uomo che soffre urla “mamma!” non “Francesca, Alice, Giovanna etc etc né “moglie o compagna mia”!
              Quindi il primum movens è avere una donna che riproduca il modello materno. Dolce, comprensiva, severa al momento giusto.
              Poi subentra la fase del distacco. La mamma è un modello ideale che non ha caratteristiche sessuali, di conseguenza, scoperta la sessualità l’uomo cerca una donna diversa da sua madre. Così il senso di conquista si colma con le crocette che può mettere sulla sua personale classifica di donne possedute.
              Infine, il momento in cui è perso, crede di non essere più piacente e di essere di scarso interesse per le femmine. Di solito capita intorno ai 50 anni.
              In quali di queste tre fasi vuoi collocarti? E una volta collocata, conquistato il lui, è la tua intelligenza insieme alla tua perseveranza a fare il miracolo di farlo diventare un uomo.

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              1. Ok. Ho 43 anni a giorni. Direi di aver toccato tutte e tre le fasi. A questo punto devo provare a cercare l’uomo della mia vita in una casa di riposo?? 😀
                Sto maturando l’idea che io debba stare semplicemente SOLA.

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                1. L’età che hai sulla carta d’identità non conta un cacchio. È quella che hai dentro.
                  Non in casa di riposo ma in un ambito di apprezzamento per ciò che sei, non per ciò che appari.
                  Non credo che bisogna avere 70 anni per apprezzare una donna sotto questi aspetti.
                  E in ogni caso… se ritorno con la mente a mio padre alla mia età, i suoi anni li dimostrava tutti.
                  Oggi i 40 sono i 30 di una volta, i 50 i 40 e così via.
                  Sei giovane. Dentro. È la maggiore e più potente risorsa che hai. Fottitene, sorridi alla vita e agli occhi degli altri.

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                    1. La mia missione è amare i miei simili. Amare tutti. Volervi bene. Incoraggiarvi. Aiutarvi. Se necessario, consolarvi.
                      Non ho nulla da portarmi a casa, se non la vostra simpatia e, possibilmente, il vostro affetto.
                      Forza Alice. Credi innanzitutto in te stessa. Avrai fatto già un bel passo in avanti.

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                    2. Ci provo ad essere una bella persona. Ho anche io i miei difetti. E sono stato molto deluso da alcune persone che ho amato profondamente. Ciononostante credo ancora in tutte le forme d’amore.
                      L’amore vince su tutto.

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          2. Niente, mi si perdono i commenti stasera…
            Dicevo prima che wp ci mettesse lo zampino… La cosa buffa è che mi sento dire “Alice, meriti il meglio” nel momento in cui si tirano indietro e, ovviamente, quando per me è troppo tardi. Una sorta di ammissione di non essere alla mia altezza.???
            Il mio cervello sarà pure sexi, di certo una buona parte di questa continua a capire di non capire.

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  7. Una tragedia come questa spezza mi spezza il cuore! Il mio pensiero va a te e ai suoi poveri genitori che ora sono travolti da un dolore immenso. Continuare così non si può,facendo finta che tutto sia solo colpa del destino. Ho messo mi piace perché è giusto arrabbiarsi, urlare e rifiutarsi di comprendere. Ti sono vicina e ti abbraccio forte. Annalisa

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    1. “Matteuccio da Firenze” se la ride. E i suoi cuccioli addestrati con i workshop e le leopolde, gli fanno coro.
      Sono tempi bui. Ma chi vuole ammetterlo?
      Grazie Annalisa, un abbraccio a te.
      Pier☼

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      1. Non lo vuole ammettere nessuno che tutto va più che male, anzi malissimo. L’egoismo e l’avidità acceca le persone al potere che sono disposte a tutto per ottenere ciò che vogliono e mantenere i loro privilegi.

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  8. Ho capito il quadro completo leggendo i post…posso dire di sapere cosa vuol dire…uno dei miei amici più cari, qualche anno fa si è arreso alla vita e ne sono rimasto sconvolto. Il mare di buio e difficoltà che ci hanno creato attorno travolge i più deboli e la rabbia e il dolore travolgono chi resta a piangerli…come possiamo fare a dire basta, amico mio, come?

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    1. Ciao Gigi caro… facendo qualcosa non so cosa. Arrendersi così a quell’età è un’assurdità che è difficile da accettare.
      Chi dispensa sorrisi e chiacchiere in TV, promettendo di risolvere i problemi dell’Italia, non sa o non vuole nemmeno sapere di queste tragedie.
      Hai ragione un “basta” serve a ben poco, se non è seguito da azioni concrete.

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      1. Hai perfettamente ragione. Piangersi addosso dopo non serve a nulla.
        Però siamo in tanti e siamo in un certo qual modo degli intellettuali.
        Nella storia sono stati gli intellettuali a dare il via ai grandi cambiamenti.
        Possiamo cominciare facendoci sentire… tutti insieme.

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          1. Ognuno di noi ha un’opinione da esprimere. Può essere più prorompente o meno di altre. Non è questo che conta, Alice. Non dobbiamo fondare un movimento di opinione né un partito. Dobbiamo farci sentire. Di tanto in tanto, con maggiore o minore forza non ha importanza, ma facciamoci sentire.
            Per quanto riguarda la bionda cretina ti sto rispondendo nell’altro commento. 🙂

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  9. È che ad un certo punto non ce la fai più e tutto pare una montagna invalicabile. E nessuno può salvarti, quindi casomai fosse, non sentirti in colpa, Piero. Nessuno ne ha. Nemmeno lui. È il giro della vita, la perdita della speranza, è qualcosa che per un attimo si rompe.
    Coraggio, caro Piero.

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    1. Io di coraggio ne ho e ne ho avuto. Sono questi ragazzi che non ne hanno più. E mi spiace per loro. Vorrei fare qualcosa. Vorrei che storie drammatiche come suicidi a 37 anni non si dovessero nemmeno sentire. Ma è così. Ed è assurdo.

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          1. Concordo con te con il fatto che non si deve restare inermi se parliamo di mancato diritto al lavoro. Se invece parli de suicidio, credo che poco possiamo noi comuni mortali: le dinamiche mentali sono talmente assurde che è impossibile metterci mano, anzi, si rischia di fare danni.
            Se invece ti riferisci al tuo amico e al suo arrendersi…non so dire, se non una preghiera per lui e la speranza che ora abbia terminato il suo calvario.

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            1. Cara Chiara, la tua gentilezza, quella di un’anima che dedica a una tragedia di questa portata un pensiero, un abbraccio, una preghiera, è già di per sé una testimonianza che esistano ancora sentimenti nel genere umano.
              C’è però una vita, giovane, spezzata.
              È vero, non ha avuto forza.
              Ma possiamo biasimarlo per questo?
              Tu che sei profonda, attenta, sensibile, puoi ora dirgli “dovevi rimboccarti le maniche”?
              Gliene hanno data la possibilità?

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              1. No, e anche se glielo avessi detto, non mi avrebbe sentito, e anzi forse avrei fatto peggio.Chi vuole suicidarsi non vuole essere incalzato, ma compatito.
                E no ancora, non gliela hanno data, perché è un periodo bieco, difficile, dove i piccoli non ce la fanno più.

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  10. Posso comprendere ciò che provi. Il marito di una mia amica ha perso il lavoro di recente, a 50 anni. Come avrebbe potuto trovarne un altro, soprattutto in Calabria dove il tasso di disoccupazione è tra i più alti, se già i giovani fanno fatica e sono costretti a lasciare l’Italia? Una mattina di 4 mesi fa, sua madre lo ha trovato impiccato in casa. Lascia una moglie e un figlio di 26 anni, anche lui senza impiego. Lo so, è terribile, tragico, ma non serve piangere e arrabbiarsi… forse è giunto il momento di agire, salire sulle barricate come negli anni 70, andare a prendere direttamente sul posto i nostri governanti, quelli che stanno appolllaiati come avvoltoi sulle loro comode poltrone e ci dicono che dobbiamo “fare sacrifici”, dall’alto dei loro privilegi. Magari qualcuno sorriderà leggendomi, ma questo è un pensiero che negli ultimi tempi mi sfiora la mente sempre più spesso. Si, ne sono sempre più convinta: è ora di agire ma sul serio. L’era delle battaglie virtuali, è finita ormai.

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    1. Agire sul serio. Brava Rossella. Dopo il dolore, dopo la disperazione, dopo tutto ciò che ci stanno propinando, rimangono le barricate. Le barricate del nostro amor proprio, oltre le quali, va bene si prendano tutto, ma la mia anima non l’avranno mai!

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      1. Oh, certamente neanche la mia. Pago giorno dopo giorno le mie prese di posizione, e i rifiuti che oppongo a certi sistemi. Almeno dove posso reagire e ribellarmi, lo faccio. Ed è una battaglia quotidiana. Buon pomeriggio Piero, ti lascio un abbraccio

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  11. Non sapevo se metter mi piace…vista la tua incazzatura…quella non mi piace…la difesa in favore dei più giovani invece si…contro Saturno e chiunque altro si metta sulla loro strada….forza Piero!!!💪 Panta rei…ma già lo sai 😊😙

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    1. Lo so.Lo so. Non importa il mi piace. Importa che basta. Non si può accettare che un 37enne si suicidi perché disoccupato e depresso. Basta. Basta. Basta. Sono, siamo, creature. Sono, siamo anime. Abbiamo bontà e amore dentro di noi e forse timore di una forza soprannaturale che ci sovrasta e ci tiene abbracciati, come gattini che stanno sotto il ventre della madre. Ma allora perché? Perché?

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      1. Non ho parole né risposte, Piero…solo un abbraccio..da una 37enne disoccupata e un pò triste che non conosce te e il tuo amico, ma capisce e conosce bene queste tragedie…purtroppo…e non ci sono parole…solo sperare che qualcuno lassù abbia davvero tutte le risposte che non troviamo…ti abbraccio!

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              1. A volte la nostra forza non basta…se le uniamo già qualcosa si può fare certo, ma non puoi mai sapere quali sono le ragioni profonde di alcuni gesti…ma l’aiuto non va mai sprecato anche se magari non riesce a salvare qualcuno…l’aiuto degli altri non è mai vano…rispetto la tua opinione, ma a volte non è solo colpa di Saturno, della politica o di questo momento di crisi che sembra non finire mai…scusa se mi sono permessa di esprimere questo pensiero (che si basa ti ripeto su esperienze personali, anche se ogni caso è a sè)…forse non dovevo…in giornate così si è autorizzati a prendersela con chiunque…anche con me se vuoi 😜

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                1. Non devi scusarti. Al contrario il tuo punto di vista è lucido e profondo. Ciò che veramente mi fa rabbia è che niente e nessuno fermi questo scempio. Io la mia vita l’ho fatta. E potrei anche tirare i remi in barca. Ma questi ragazzi! Diamine, proviamo a dargli una speranza in più…

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  12. Caspita, che foga! Pensa che Saturno mi ha perseguitato per ben 12 anni, anzi, diciamo pure che mi ha perseguitato. A sentire le previsioni, Giove avrebbe dovuto scacciarlo via portando con se gioia, benessere e armonia… bhè, io sto ancora aspettando 🙂

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    1. La foga è determinata da un suicidio. Di un giovane di 37 anni, disoccupato e depresso. Fratello di una cugina acquisita. Io a Saturno, o a Renzi, o alla Merkel o a chiunque altro faccia finta che tutto è parte dell’ineluttabile condizione umana di sofferenza, spaccherei il paiolo. Con cilindri di acciaio arricchiti di magnesite.

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