Sul mare di nebbia

Insieme a lei avevo già scalato tutte le vette delle emozioni, le più alte, le più ardite. La travolgente passione per quella giovane donna placava ogni ulteriore desiderio di conquista e ormai mi elevava sul picco più eccelso, da dove avrei scrutato coraggiosamente i nostri nuovi orizzonti.

Proprio quando ero certo della solennità dei giuramenti che c’eravamo scambiati, un’inattesa e spessa coltre di nebbia celò ogni prospettiva, e la sua anima scomparve dalla mia vista. Sgomento, osservai l’impalpabile manto trasformarsi in un sipario che si abbatteva sul palcoscenico dove avevamo esibito il nostro amore.
Fui molto sorpreso di ritrovare tutti gli spettatori ad esultare dell’ultimo atto, non sapendo come avessero già provato a schiacciare la nostra armonia sotto il peso dei loro pregiudizi. Né sapevo dell’infame condanna: il fiore dell’amore di una giovane donna non sarebbe mai sbocciato sull’ormai maturo ramo che io ero.
Lei si arrese ed io persi la forza di tornare in scena, lasciandomi scivolare di nuovo nella viscida palude di un destino scritto da altri e altrove, da cui mi ero sottratto solo durante quel sogno meraviglioso. Lasciai che la vita mi deglutisse ma solo fino a quando il tempo, l’implacabile giudice, m’impose di svuotare i cassetti dove avevo nascosto tutto il coraggio di cui mi ero arricchito. Avvolsi la mia vita in un fardello, ponendolo in spalla come un viandante e riuscii finalmente ad avventurarmi, per cercarla di nuovo.
Non provai timore, sebbene non conoscessi più il cammino né avessi certezza di un punto d’arrivo. Piuttosto andai per quella strada, senza titubanza, sicuro che alla fine, come in un grande romanzo, l’avrei trovata ad aspettarmi. Fantasticai che, scorgendomi, il suo sorriso si sarebbe illuminato e mi sarebbe corsa incontro, offrendomi il rassicurante rifugio del suo abbraccio. Il bel viso, gli occhi di giada e i lunghi capelli neri, mi avrebbero stretto il cuore più di ogni altra volta e, confuso, sarei caduto di nuovo ai suoi piedi, per adorare in lei l’infinito amore che le giurai.
Invece, tra le nebbie, negli squarci di luce che offuscavano la vista, scorsi la sua ombra che sfuggiva e s’allontanava da me, ignorando e irridendo le mie disperate invocazioni. La coltre diventò più fitta e non la vidi più. Furioso, tornai sui miei passi e la cercai ancora. Ancora, e ancora, mille volte mille, non volendo mai arrendermi. Ma non la trovai. Non la trovai mai più.
Non scalai mai più altre vette. Volli avvizzirmi su quella più alta, là dove lei mi sospinse, rimanendo ad aspettare che il mare di nebbia si dissolvesse.
Ma non si dissolse. Mai più.

[Liberamente ispirato all’olio su tela “Viandante sul mare di nebbia” di Caspar David Friedrich, 1818, conservato nel museo Hamburger Kunsthalle, Amburgo].


102 risposte a "Sul mare di nebbia"

    1. Franca Carissima, se sono riuscito a regalarti un’emozione, sono l’uomo più felice di questo mondo.
      Ti ringrazio per i lusinghieri apprezzamenti. Li conserverò nel cuore.
      Un abbraccio, Piero 🙂

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        1. Grazie! Poiché vivo a 100 mt dal mare, l’estate l’ho trascorsa a casa… 😉 Caldo caldo e caldo anche qui… però il mare a due passi ci ha aiutati…
          E la tua estate? Spero sia andata bene… Ti sei persa solo un po’ di TAG ahaha ma c’è tempo per rifarsi…

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          1. Oh che invidiaaaaaaaaa!!!!! IO amo il mare, quella brezza magica che ti fa sentire bene, libera! Qui invece vedo solo verde e monti…però non è male. Oggi c’è un sole stupendo e stamattina mi sono concessa una mattinata oin veste di giardiniera! Ho Ho edere dappertutto e non so più dove metterle…tra un po’ userò i loro rami per fare le trecce!!!
            Ho voluto staccare un po’ con il web perché non ce la facevo più a stare dietro a tutto, non che adesso vada meglio ma prendo tutto con più calma!

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            1. Anche qui oggi è una bellissima giornata. Ieri ha piovuto dopo circa due mesi di sole e caldo.
              Immagino si stia bene con l’aria frizzante della montagna… non so quanto io l’abbia sognata durante la torrida estate!
              L’edera io ho cominciato ad eliminarla. Troppo invasiva. Almeno nei punti chiave l’ho sostituita con quella finta. Ho già troppe piante e alberi a cui stare dietro!
              Be’, staccare ogni tanto fa bene. C’è qualche momento in cui ci penso anche io… ma poi mi ricordo che mi piace troppo leggere e, appena ho l’ispirazione, scrivere.
              Fai bene a prendere con calma… già siamo sottoposti a ritmi frenetici. 🙂

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              1. Oh si Piero , alla fine si desidera sempre ciò che non si ha!
                In fondo però apprezzo tutto…
                La mia edera però ha personalità1 Così dicono chi le vede…è strano il modo in cui crescono…non ti so spiegare, hanno un’energia particolare..

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  1. Buongiorno, caro Piero! Ho letto ora il tuo racconto, sono stata molto impegnata con il mio ultimo post ora è in rete per cui mi posso rilassare e leggere quello che scrivete voi. Che belle queste storie d’amore! Si lo so, sembrano racconti retro’, ma a me piacciono molto! Adesso questi sentimenti sono annacquati ma invece sono il sale della vita! Aspetta e vedrai, con chi vorrei prendere un caffè…da lì capirai molte cose…sono solo sogni però! Ciao e buona giornata, Giusy

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    1. Carissima Giusy, buongiorno a te.
      Grazie della visita e del commento. Vengo a leggerti.
      Il caffè con…hai acceso la mia curiosità…
      Un abbraccio. Piero

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    1. Purtroppo chi giunge – o crede di essere – giunto al massimo, ha difficoltà a intravedere possibilità di riuscire ad andare oltre.
      Le storie in cui si dà tutto purtroppo inaridiscono. Ci vuole un grande coraggio a buttarsi tutto alle spalle e a rimettersi in discussione…
      Grazie come sempre per i tuoi acuti commenti…
      PS Se hai tempo e voglia, dai un’occhiata qui:
      https://pietropontrelli.wordpress.com/2015/09/05/ode-ai-blogger/
      🙂

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        1. Vero… Però oggi facciamo gli ottimisti. Finalmente, dopo circa tre mesi, qui piove… stasera non mi tocca irrigare il prato inglese, posso mettermi in panciolle a pensare al prossimo post e, segregato in casa, fumerò di meno. Brinderò con una delle nostre birre. In attesa di una giovane femmina che smentisca tutte le mie convinzioni… ahaha Grazie!

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    1. Carissima Lucia,
      sembra che la vita ci riservi sempre delle sorprese.
      Aspettarle, serenamente, è tutto ciò che possiamo fare.
      Un libro… Se ci dovesse essere, una delle copie, magari quella che soppesandola, guardandola, sentendone il profumo sembrerà la più bella, sarà per te. Con dedica. Promesso.
      Un abbraccio e grazie infinite di seguirmi così affettuosamente.
      Piero

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    1. Buongiorno Marzia, grazie infinite per l’apprezzamento. È vero, è un dipinto che nella sua apparente semplicità ispira riflessioni profonde sulla nostra stessa esistenza. Ti auguro una splendida giornata. Piero

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  2. Ciao Piero, il racconto è bellissimo, l’allegoria contenuta, strepitosa! Nessun aspetto romantico per me. Solo la fotografia che tutti siamo: persone in perenne ricerca di qualcosa nella vita. Persone in cammino per trovare e trovarsi. Persone sole tra gli altri. Persone nella nebbia, che avanzano un passo alla vota verso una meta, una destinazione; che inseguono un sogno o semplicemente desiderano ricongiungersi alla propria dimensione perduta… La donna è il punto d’arrivo. L’allegoria del traguardo, non sempre raggiungibile.
    Io leggo questo tra le righe e mi piace. Fa riflettere. Molto evocativo anche il quadro.

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    1. Buongiorno Francesco,
      direi che la tua chiave di lettura è altrettanto bella e coerente.
      Alla ricerca di orizzonti limpidi e rassicuranti, c’imbattiamo nelle nebbie create dall’imponderabile o dall’inatteso e, in definitiva, dalle nostre stesse paure di aprirci al nuovo, di affrontare a viso aperto le difficoltà.
      Le risposte sono in noi stessi, in ciò che realmente desideriamo, nella persona che vorremmo a sostenerci e spronarci nel difficile cammino.
      Ma non sempre riusciamo a trovarle.
      Grazie per l’apprezzamento e soprattutto per il tuo profondo commento.
      Sono contento che ti sia piaciuto.
      Ciao, Piero

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      1. Ciao Piero, in altri tempi avrei detto. ….una penna di classe. ….l’invito a riflettere dei tuoi racconti é sempre molto gradito. Confesso che al posto del “viandante “….trovo più temerario ed intrigante il “viaggiatore” che una nostra comune conoscenza ha descritto nel racconto di pochi giorni fa sul suo blog. Complimenti e buona giornata, Nicola

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        1. Carissimo Nicola, innanzitutto grazie infinite per la tua attenta lettura.
          Se l’incessante ricerca della serenità e della felicità sono un viaggio infinito, il viaggiatore instancabile è un’allegoria altrettanto azzeccata.
          Grazie ancora. Un abbraccio. Piero

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  3. Uau l’ho letto in un soffio , come sempre leggere i tuoi mini racconti é coinvolgente .Scrivi molto bene .Quando verrà pubblicato il tuo libro con questi mini racconti lo voglio nella mia libreria , magari con l’autografo 😉 Buon fine settimana anima bella .un sorriso ^_^

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  4. Triste ma molto romantico! Un uomo che torna indietro mille e mille volte ancora a cercare la donna che ha amato è solo da ammirare, purtroppo non è più attuale! Sempre bello ciò che scrivi Piero. Un saluto Annalisa 🙂

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          1. Un percorso difficile sicuramente, da fare insieme alla persona che si ama! Penso che con l’amore si supera tutto e come dici tu : omnia amor vincit! 🙂

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  5. un percorso sentimentale ben scritto e coinvolgente.Un’amore eclissato dietro un triste spesso muro di nebbia.Per fortuna nella vita dopo ogni chiusura, il sipario si riapre per un nuovo spettacolo. bravissimo, buon pomeriggio 🙂

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            1. Diciamo che ho il lettore a infrarossi incorporato nella retina.
              Ma al di là di questo, CON la nebbia ci fai poco, non riesci nemmeno a palparla. È invece NELLA nebbia che si compie il tutto!

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