Me Jane, tu Tarzan!

La giungla era in subbuglio. Da diverse settimane non si udivano più le urla mattutine di Tarzan.
Per carità, era una rottura di balle essere svegliati alle zero-cinque-zero-zero, massimo zero-cinque-zero-due, ma quelle grida erano fondamentali per la ben organizzata comunità, perché procuravano l’effetto di ricordare a tutti gli esseri viventi che era ora di darsi una mossa e di andare a lavorare. Sbiadita nel tempo la leggenda del re della giungla, infatti, era rimasta la sola funzione di pubblica utilità. L’inspiegabile silenzio era dunque una catastrofe.
Finché una sera il gran consiglio, composto dai rappresentanti delle varie specie dell’immensa e misteriosa giungla, dalle tigri agli ornitorinco, dagli ippopotami ai pitoni, dalle puzzole ai più infimi roditori e insetti, si riunì intorno al grande fuoco. La discussione di protrasse fino a notte inoltrata e raggiunse spesso punte polemiche, soprattutto quando le minoranze presentarono numerosi emendamenti. Ma la situazione era così grave che le migliaia di eccezioni furono respinte in un colpo solo dal collegio di presidenza, giudicandole inammissibili. A nulla valsero le proteste. All’alba la decisione era stata presa: Prince Kong, discendente del famoso King, pari grado di Tarzan, sarebbe andato a trovarlo per chiarire la situazione.
Il silenzio e la desolazione che Prince trovò, lo sorpresero. “Tarzan! Tarzan!” – urlò con quanto fiato aveva in gola. Dopo alcuni minuti di attesa, finalmente Tarzan apparve sulla sua palafitta, smunto, trasandato, devastato. Talmente stralunato che dovette strofinarsi gli occhi più volte, prima di riconoscerlo e fargli segno di salire. Poco dopo, seduti davanti a un fumante caffè, il re della giungla vuotò il sacco: non se la sentiva più di urlare perché Jane era scomparsa nel nulla, dalla sera alla mattina.
“Caspita!” – esclamò Prince – “Mi dispiace. So quanto foste uniti. Dove credi sia andata a finire?”
“Non lo so!” – rispose affranto Tarzan – “L’ho cercata dappertutto, inutilmente. So solo che un giorno è passata di qua una spedizione scientifica. Stranieri. Inglesi forse. Sono rimasti giusto una sera e una notte. Il giorno dopo non c’erano più, e nemmeno Jane.”
Lasciato Tarzan e comunicata la situazione al gran consiglio, Prince si accollò l’onere di cercare Jane. Saltò per tutto il pomeriggio di liana in liana, di ramo in ramo, fintanto che non trovò l’accampamento degli esploratori. Grazie al proverbiale fiuto, individuò la tenda dove la tenevano. Attese il momento in cui le sentinelle girassero al largo e non esitò a scaraventarsi nell’audace azione di salvataggio.
Ma quale salvataggio! Quella giaceva seminuda sulla brandina, con un’aria vagamente soddisfatta!
“Jane! Jane!” – la scosse Prince – “Ma che ci fai qui? Ti hanno rapita? Stai bene?”
“Che? Io rapita? Ma sei scemo!” – rispose sorpresa la procace donna, mettendosi immediatamente a sedere.
“Ma come? Hai lasciato Tarzan allora? Che ne sarà della giungla?”
“Ma cosa vuoi che me ne importi della giungla! Sono stufa di questa vita! E di dovermi svegliare alle zero-cinque-zero-zero con le urla cacciate da quel fessacchiotto e poi passare la giornata ad occuparmi dei bambini e della casa, aspettando il suo ritorno! Il capitano mi porterà finalmente nel mondo civile… dove avrò una nuova vita. E i miei diritti! E poi, degli abiti e non questo straccetto. Scarpe, non più piedi nudi. Profumi e non olezzi di bestiame ovunque. Limousine, serate galanti e champagne, non liane, chiacchiere intorno al fuoco e mango. – dichiarò la donna, sfidando a viso aperto lo scimmione.
Il quale subito rinunciò a sostenere il contraddittorio e finse di ritirarsi in buon ordine. Ma appena fuori cacciò il terrificante urlo di battaglia. In men che non si dica ogni creatura vivente della giungla piombò addosso alla spedizione e le temibili tigri, appoggiate dagli orangutan, alla fine dispersero gli sgraditi visitatori, capitano seduttore di Jane in testa a tutti. In breve la donna, contro la sua volontà, fu riportata a casa. Gli interessi della comunità superavano largamente quelli individuali!
Gli abitanti della giungla ripresero così il loro sonnolento tran-tran. Ma la sicurezza che prima o poi la crisi rientrasse, fu ben presto sostituita da nuove preoccupazioni perché l’urlo di Tarzan, tardava a farsi sentire. Certo, i piccioncini dovevano riprendere le fila del discorso, e non solo di quello, suggerirono le più argute femmine di scimpanzé ma il silenzio si faceva via via più inspiegabile.
Fino al giorno in cui, alle zero-cinque-zero-zero, si udì un urlo acuto e lancinante. Svegliati di soprassalto, Prince Kong e tutti gli altri rimasero alquanto interdetti. Di sicuro non era l’urlo di Tarzan! Superato l’iniziale sbigottimento Prince, ancora una volta, volle verificare di persona.
Giunto a destinazione, un raggiante Tarzan gli apparve sul terrazzino e, comunicandogli che Jane non era in casa, lo invitò a salire.
Sorseggiando un aromatico Twinings trafugato dai vettovagliamenti della spedizione, Tarzan spiegò tutto. Lui e Jane avevano raggiunto finalmente l’equilibrio. Stanca del ruolo di maschio alfa del marito, lei aveva posto le nuove condizioni: lui si sarebbe occupato della casa e dei bambini e lei sarebbe stata la regina della giungla.
“Perbacco!”- disse Prince un po’ preoccupato – “È una svolta epocale!”
“Eh, amico mio. È la parità di genere. Il progresso della civiltà.”
“Ne sei convinto?”
“Be’, innanzitutto è tornata l’armonia. Poi, messi i bambini a nanna, Jane non rifiuta più i miei abbracci. Il suo profumo e la sua dolcezza mi fanno impazzire. Infine, è diventata una vera tigre! Quando urla ‘Me Jane, Tu Tarzan’… sono scintille!”
“Però! Chi l’avrebbe mai detto… Spero non lo venga a sapere mia moglie e, alla sua età, non si metta in testa di imitarla!”
“Questa è rivoluzione! Se per essere felici si deve cedere lo scettro del comando…”
“Bah, sarà pure una rivoluzione ma se a tua moglie non costa nulla cacciare un urlo di più, la mia avrebbe qualche problema dopo essersi battuta il petto coi pugni, come faccio io!”
Risero di gusto ma solo per una manciata di secondi, perché Tarzan trasalì: “Accidenti! Quanto si è fatto tardi! È ora di preparare la cena per Jane e i bambini. Sarebbero guai seri, se non trovassero pronto!”
“Hai ragione amico mio! Vado! Mia moglie s’incavola di brutto se non sono puntuale!” – rise Prince.
“Quindi anche tu…” – insinuò Tarzan.
Quello fece spallucce e lo salutò con un sorriso. Per tutto il tragitto fino a casa, mantenendo un’espressione sardonica, continuò a ripetere tra sé e sé: “Me Jane, tu Tarzan… ma dai… non durerà… non può durare…”

126 risposte a "Me Jane, tu Tarzan!"

  1. Ciao Piero. Mi riferisco al tuo commento in risposta al mio dove cito il pensiero di un amico, “Deus esti unu sentimentu” (non ho visto il “rispondi” subito sotto al tuo commento, WP li mette dove gli pare, succede anche nel mio blog..). Il mio amico intendeva questa frase nel senso che Dio e’ pura essenza spirituale. Perche’ ti faccio quest precisazione? Non certo “per fartelo capire”, ma per sottolineare una cosa: questa bellissima frase, “dio e’ un sentimento”, po’ essere un coltello dalla parte del manico di chi tende a negare la spiritualità. Si’, immagina un Piero Angela, un Roberto Vacca od una Margherita Hack: “dio e’ un sentimento, nel senso che dentro di noipensiamo a lui, crediamo in lui, ma resta solo un sentimento del nostro cuore, del nostro cervello….”. L frase avrebbe per loro un senso simbolico, insomma: “Dio e’ un-nostro- sentimento”. Chiaramente io, tu, ed il mio amico crediamo, o speriamo, nella esistenza oggettiva di un ente senziente e spirituale, che permea ogni cosa e che ha dato vita anche alla nostra essenza spirituale, oltre che a quelle cause naturali che hanno portato alla costituizone dei nostri corpi fisici e del contesto nel quale con questi corpi noi viviamo e facciamo esperienza di vita. Altra cosa che alimenta la mia speranza, poi, e’ questa: i materialisti, tipo le persone gia’ citate prima, negano un disegno intelligente. A mio avviso, forse, a questo punto si e’ di fronte ad un paradosso. Mi spiego: se non esiste un disegno intelligente per l’universo, allora e’ alquanto strano che le cosette che fa l’uomo possano essere frutto di un disegno intelligente- un palazzo, uma macchina, un computer vengono ideati, progettati e costruiti-, e l’universo non lo sia. Certo, “e’ possibile”, dal caos e dal caso, ad un certo punto “spuntano i nostri cervelli”, “discendenti da cervelli piu’ piccoli”; ma mi pare strana, la cosa. E questo mi fa sperare, che Dio non sia solo un nostro sentimento, ma un Suo stesso sentimento, reale ed universale, nel quale esistiamo pienamente anche noi. Ciao 🙂

    Marghian

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    1. Caro Marghian, credo che le considerazioni che fai mettendo a confronto due diversi approcci al soprannaturale, siano assolutamente condivisibili.
      Per quanto siano dotte le persone che citi, trovo che esse siano ancorate su determinate posizioni non tanto per certezze scientifiche ma per “prese di posizione”.
      Mi ricordo un botta-risposta tra Antonino Zichichi e Umberto Veronesi, dove il primo spiegava che la stessa scienza ammetteva che dal caos non poteva essere nata “la rigorosa logica” che regge il Mondo.
      L’unico essere dotato di ragione, l’uomo, non è avulso dalla logica che lo ha voluto così com’è. E se c’è una logica c’è pure l’autore. Ovvero Dio.
      Grazie infinite per le tue opportune e approfondite opinioni, che condivido pienamente.
      Ciao, Piero 🙂

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  2. Ciao Piero. Ho dato uno sguardo al blog della Giusy Lorenzini. Sicuramente piu’ di me, lei approfondisce le cose di fede, religiose e teologiche. Le mie riflessioni non sono frutto di studi; non ho una preparazione teologica, che e’ ferma alla religione studiata alle scuole medie, che sono il mio titolo di studio, ed a qualche lettura postuma. Io sono uno cui piace, in genere, riflettere su tematiche esitenziali, vuoi su Dio come sull’esistenza di esseri oltre la Terra. Sono una specie di “piccolo filosofo dilettante”, insomma. Ma non pensare che io sia come mi scrisse un blogger, “sei come me, di quelli che passano notti insonni…”Nemmeno per idea”, gli risposi”, non sono affatto secchione” 🙂 , gli scrissi scherzando.
    “se c’è qualcosa di veramente soprannaturale, è la nostra anima”. Si’, ma perche’ quest’anima possa agire, interagire, ci va un contesto, secondo me. Cosi’ come io da persona fisica, mi rapporto ad altre cose, altre persone, cosi’ la persona spirituale, anima, per esistere, deve farlo in rapporto ad altre anime, ed in un contesto di mondo parimenti spirituale. Il mondo spirituale, e’ una copia “astrale” dell’universo? E’ la mente infinitamente estesa di Dio stesso, un mondo che abbraccia e penetra tutto? Qualunque cosa sia, forse c’e, perché l’uomo lo sospetta. Sulla base di questo, aveva ragione Cartesio, che diceva che “se io penso all’eterno ed all’infinito, io che non sono eterno ne’ infinito, da dove mi viene allora questa idea? L’eterno, l’infinito, dunque deve esistere.Speriamo che abbia ragione, ciao 🙂

    Marghian

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    1. Caro Marghian, sono un convinto assertore della teoria che attribuisce all’anima l’eternità. Ovvero non sono affatto convinto che una volta “spento” un cervello, ciò che fino a quel momento lo ha animato si spenga a sua volta.
      Piuttosto è molto probabile che conquisti una nuova dimensione che fino a quel momento era sconosciuta, per gli evidenti limiti delle percezioni sensoriali della nostra stessa condizione umana.
      A dirla tutta sono più convinto che l’esistenza umana sia una sorta di mediazione tra un’evoluzione naturale della specie e un evento inspiegabile, ancorché soprannaturale.
      Non possiamo essere venuti dal fondo degli stagni né siamo cascati dal cielo come angeli.
      Hai perfettamente ragione a citare Cartesio. È inconcepibile che una creatura non eterna e non infinita riesca a prefigurare e tentare spiegazioni dell’eterno e dell’infinito.
      Ma essere visionari non è sbagliato. Il punto è dove termini il “finito” e dove cominci “l’infinito”.
      Secondo te dentro noi stessi.
      Ed io sono d’accordo con te.
      Grazie. 🙂 Ciao, Piero

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      1. Ciao Piero. Anche io sono convinto che l’anima sia qualcosa che vada oltre tempo e spazio, dunque associata all’eternità; eternita’ che non significa soltanto “durare per sempre”, ma “esistere pienamente”. Anche per sempre, certo, non esistendo per l’eternita’ una “fine”. E mi sembra strano che abbia ragione la “logica umana”, secondo la quale si esiste per il tempo che si e’ vivi, nelle persone fisiche ed anagrafiche che siamo, per pochi decenni, e non si esiste piu’ dopo la morte fisica del cervello o, come si dice proverbialmente, “la vita e’ una sola”. Vallo a dire ad un orientale, che si vive una vola sola..Io, comunque, non sono per la reincarnazione, pur non escludendola affatto. “MI sembra stano” per alcuni motivi: la logica umana, in quanto tale, e’ innanzitutto limitata; ma soprattutto io penso questo. “e’ possibile che concetti cosi’ grandi come la Morale, la Giustizia, il Bene, il Male, l’Amore, l’Odio, siano cose inerenti solo a pochi anni di esistenza? O non siano queste delle cose “superiori” alle quali noi soltanto ci affacciamo, sentendo in noi il dovere di migliorarci, per quanto riguarda il bene e la giustizia, o l’amore. Bene, Male, Amore, Odio, sono concetti a mio avviso “extraumani”, “piu’ grandi”, che non possono essere solo per i pochi anni di vita fisica. Se io spero “che qualcosa ci sia” e’ per questi motivi, che si possono riassumere in questo: siamo chiamati alla coscienza, al miglioramento di questa, consapevoli di essere parte di una realta’ immensa, e solo per poi ripiombare subito dopo nel nulla? Certo, cio’ e’ possibile,se il mondo e noi stessi siamo frutto del caso; ma mi suona alquanto strano. A volte, con le sensazioni, ci si azzecca. Come mi disse una volta un amico, “Deus èsti unu sentimentu”, Dio e’ un sentimento. Ciao 🙂

        Marghian

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        1. Parto dalla fine del tuo commento, per sottolineare quella bellissima riflessione del tuo amico: “Beus èsti unu sentimentu”. Credo che in quella frase ci sia l’essenza stessa della nostra esistenza. I valori che sono connaturati all’anima, al suo percorso in questa dimensione “cosciente” sono i più elevati che mente umana possa concepire. Mi chiedo dunque, esattamente come te, se io riesco a concepire il Bene, la Giustizia, l’Amore e li contrappongo alle loro negazioni, allora non sono un essere in transito, giacché quei valori sopravvivono a qualsiasi evento e anche oltre l’interruzione del percorso terreno.
          Non mi entusiasmano le mode, tipo la fisica quantistica che intende soppiantare la psicologia e dare nuove spiegazioni dell’anima. Però non mi sento di contraddire il fatto che abbiamo dei forti limiti nella percezione delle dimensioni che gravitano intorno a noi, e forse qualcuna, magari quella che ci spiega il senso della dimensione terrena, è quella che ci sfugge di più.
          È sempre un grandissimo piacere confrontarsi con te.
          Un abbraccio.
          Piero 🙂

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    1. Grazie della tua gentile visita e degli apprezzamenti, Mistral!
      Chissà se in un probabile sequel non riesca ad assecondarti… 🙂
      Un abbraccio.
      Piero

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  3. Cao Piero. Sono appena “reduce”di un post, terminato ieri, sulle scoperte riguardanti Marte e Plutone- sei invitaito..- 🙂
    Sui testi sacri, e’ vero quello che pensi, la strumentalizazione e l’interpretazione “pilotata” ai fini di un potere ben piu’ secolare. Ma non solo, parole e frasi mal tradotte, intere pagine letteralmente ignorate da chi segue una corrente diversa da quelle “avversarie” “basata sulle scritture”. Un testimone di Geova mi contesto’ la frase di Gesu’ “io ed il padre mio siamo una cosa sola”, dicendomi “questo al Bibbia non lo dice”. Per cuiorità, andai a guardare e..la frase e’ nel Vangelo di Giovanni. “Questa frase, questo passo non ci va comodo? Ignoriamolo, “strappiamo la pagina”, ecco il discorso di chi vuole pilotare la nostra fede, che deve essere invece libera.
    Furono poi scelti ilibri secondo il criterio, non si sa quale, “ispirati e non ispirati”. Ma poi, che bibbia e’ arrivata sino a noi? Ebraico, greco, latino, italiano passando per gli errori- anche voluti?- degli amanuensi eccetera eccetera. Ciao 🙂

    Marghian

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    1. Ciao Marghian! Grazie di questo contributo davvero illuminante.
      Sei molto meglio documentato di me, a proposito dei rimaneggiamenti, degli errori, delle traduzioni etc etc della Bibbia.
      È ovvio che poi si sia cercato di addomesticare la “parola di Dio” ad uso e consumo delle varie correnti di potere che si sono via via create nei secoli.
      Ti ringrazio infinitamente.
      Ciao, Piero 🙂

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      1. E io ringrazio te, Piero, per l’apprezzamento- ricambiato – e per gli stimoli che mi hai dato per queste riflessioni, che amo fare. Riflessioni che mi hanno dato qualche “problema” di fede, tra virgolette: non sono piu’ osservante, da ormai 15 anni. Riflessioni, dubbi, mi convincono sempre piu’ che per “credere”, non sia necessariamente necessasrio un “marchio religioso; e soprattutto, rifiuto una concezione del divino che, qualunque cosa le “scritture” intendessero insegnarci in origine, si basi sul dogmatismo ferreo e faccia leva su ormai obsolete concezioni come quelle, per farti un esempio, del dio punitivo.

        Sara’ che io non ho piu’ una fede fede nel senso originario del termine (appunto,”fidarsi” di quanto ti e’ stato detto ed insegnato); non ho quella fede che non ha necessita’ probatoria. Esiste pero’ un’altra cosa, oltre alla fede religiosa: la speranza. Io spero, non “credo” che Dio esista; spero che ci sia la dimensione spirituale, equindi un aldila’. Ma ne’ la fede (piu’ sentimento che dogma), tanto meno la speranza, hanno bisogno di essere prese per mano da chi mi dice “vieni con noi”, “noi siamo la verià”. Mi fermo qui, altrimenti il discorso va ben oltre Tarzan e Jane (non voglio uscire troppo fuori tema, insomma…). Ciao 🙂

        Marghian

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        1. Mi piacerebbe chiamare in causa l’amica Giusy Lorenzini (blog https://diolontanoevicino.wordpress.com/) che di riflessioni su Dio, la fede, la Chiesa, ne fa di altrettanto profonde quanto te.
          Per quel che mi riguarda, vengo da un’educazione in cui la fede cattolica era (ed è) innanzitutto un dovere.
          Logico che crescendo in una realtà, quella degli anni ’70, dovessi sviluppare i dubbi e il conseguente moto di ribellione.
          Oggi sono più sereno, nel senso che mi pare di aver acquisito la consapevolezza che se c’è qualcosa di veramente soprannaturale, è la nostra anima. A quell’anelito di vita che l’anima rappresenta, non vi è ancora alcuna spiegazione scientifica soddisfacente, mentre quelle delle religioni varie, hanno molte lacune.
          Il mistero, dunque, rimane.
          Ti ringrazio profondamente, per questi confronti che giudico costruttivi e, per quanto mi riguarda, insegnamenti ed esperienze di vita che fanno la differenza.
          Grazie Marghian. Ciao, Piero 🙂

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    1. Grazie Avvo!
      Diciamo che non dovendo investire capitali, allo shop del fantastico si può attingere a piene mani.
      Non sono certo io ad aver trovato i diari di AACE.
      Il “tu Cita” a un boss, femmina e in piena carriera, è un azzardo ma da quanto ho capito di te… il pericolo è il tuo mestiere, no?

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    1. Non è strano…
      Purtroppo c’è chi giura che non duri…
      Sai, la genetica, l’istinto del cacciatore, l’ego che si misura in centimetri… quelle robe che riescono a condizionare ogni comportamento di noi “poveri” maschietti…

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      1. Ecco qua!sempre poveretti siete voi maschietti eh! Ma chi ti crede! Con quegli occhietti! Ma se non deve durarw non durerà… Ma questo pure se mantengono i ruoli che devono essere quelli giuati x forza! Magari scoprono che quella ë la loro normalitá e stanno bene! Lui tranquillo e lei appagata troveranno anche bei modi x rimettere nuovo pepe e sensualitâ al rapporto!

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        1. Va bene, rispondo volentieri alla provocazione…
          Occhietti a parte (che poi sono lo specchio del mio animo ingenuo), come puoi confidare che colui che è stato re, diventi suddito? È più facile il contrario, ti pare? Che poi il cambiamento sia dettato dall’amore verso la propria fragrante metà, è solo un dettaglio.
          Nessun capo branco abbandonerà il proprio territorio nelle mani e ai voleri di nessuno, né accetterà, senza lottare, che esista un’alternativa a lui.
          Ma tu dici… tutto è possibile.
          E la storia parrebbe dimostrare la tua tesi… 😀 😀 😀
          Ma?

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        2. Va bene, rispondo volentieri alla provocazione…
          Occhietti a parte (che poi sono lo specchio del mio animo ingenuo), come puoi confidare che colui che è stato re, diventi suddito? È più facile il contrario, ti pare? Che poi il cambiamento sia dettato dall’amore verso la propria fragrante metà, è solo un dettaglio.
          Nessun capo branco abbandonerà il proprio territorio nelle mani e ai voleri di nessuno, né accetterà, senza lottare, che esista un’alternativa a lui.
          Ma tu dici… tutto è possibile.
          E la storia parrebbe dimostrare la tua tesi… 😀 😀 😀
          Ma?

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          1. Pecchè la prendi comE provocazione! Gli occhietti c’entrano sempre! Si tu sicuro hai un animo buono, cortese, che spesso non è facile incontrare… Ma pure a te piacerà un po di sale e di pepe no! Perche deve essere una questione dinsudditi e re? Potrebbe ancje ssere un semplice cambio di equilibri e modi di concepire. La vita… Secondo me non si devononseguire schemo e cliché, ma seguire la pancia e fare quello che è giusto x noi… Non x forza tarzan deve fare prove di forza x dimostrare chi è. Cercando di salvare il suo amore ha dimostrato di essere il vero re. E lei avendo potutonseguire le sue aspirazioni si sentirà appagata e saprà. Renderlo felice! E qui torna anche il sale e il pepe che magari avevano lasciato in dispensa!

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                  1. Si ammetto che se un argomento cattura la mia attenzione e sono fermamente convinta del mio pensiero combatto con la spada x difenderlo! Mi gaso giusto un po! Fermo restando che rispetto assolutamente anche e soprattuto le opinioni diverse dalla mia! Notte!

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  4. Ciao Piero. Molto bello questo racconto, che mi fa pensare che…Tarzan e Jane sono due personaggi di fantasia, come forse lo sono anche Adamo ed Eva (la similitudine c’e, nidi nel giardino, gli animali….). Solo che, nel secondo caso, la cosa e’ “diventata” una legge divina, “Me Adam, Tu Eve”..e che continua ancora oggi ad essere applicata come tale. Ciao 🙂

    Marghian

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    1. Ciao Marghian! Grazie per l’apprezzamento. Credo che tu abbia ragione, alla fine anche Tarzan e Jane somigliano ai nostri “presunti” progenitori e se in armonia, in fondo, anche una giungla può essere un giardino. Grazie infinite. Ciao, Piero 🙂

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      1. Anche se poi, come diceva anche Galileo – per altri motivi che sappiamo – la colpa non e’ di chi ha scritto la Bibbia, ma di chi la interpreta (male). La Bibbia dice anche (simbolicamente) che “la donna fu tratta non dalla testa dell’uomo, perche’ potesse comandare; ne’ dai piedi, perche’ fosse sottomessa, ma dal fianco, per essere compagna, al pari dell’uomo. Ma gli interpreti, vuoi per le questioni sociali, vuoi per le questioni scientifiche, peggio ancora per quelle religiose, hanno capito male. Ciao Piero 🙂

        Marghian

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        1. Le interpretazioni dei testi “sacri” sono state, a mio modesto avviso, strumentalizzate per aumentare certi poteri, ben più secolari di quanto non fosse previsto.
          Grazie Marghian per le tue sempre acute analisi e riflessioni.
          Ciao, Piero 🙂

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  5. Ehi! Ciao! Vorrei comunicarti che il tuo blog è stato scelto per il Best Friend Blog Award! 🙂 Troverai le istruzioni per partecipare a questo link: http://wp.me/p3fD2C-KR Sono felicissimo di averti nominato perchè mi piace leggere il tuo blog e perchè con questo piccolo gesto vorrei dirti grazie per esserci 🙂 Buon proseguimento! Ciao! Marco alias FMtech. 🙂

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  6. Ciao Piero, come va?
    Finalmente mi sono ripresa 🙂
    Bene, veniamo alla tua storia: mi è piaciuta, è divertente ed ho immaginato le scenette man mano che leggevo.
    Io, però, preferirei restare a casa e far lavorare mio marito che tenerlo a casa a badare alla bimba mentre io sono fuori per lavoro.
    Intendiamoci, sono a favore della parità ma se ci devono rimettere i figli preferisco stare a casa io.
    Dopotutto cosa c’è di più bello, per una mamma, che crescere i propri figli? Sinceramente non trovo una soddisfazione più grande.

    P.S. Se vai sul mio blog https://mtartbox.wordpress.com/2015/10/12/tag-prenderei-un-caffe-con/ trovi un tag per te 🙂
    Ciao e sempre in gamba!

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    1. Sono contento che tu sia OK!
      Credo che non ci sia cosa più bella che essere madre. Al di là della gravidanza, del parto, della nascita… credo che vedere quell’esserino che cresce e ogni giorno di più interagisce con tutto ciò che lo circonda, sia una delle più grandi soddisfazioni.
      Grazie infinite per la tua presenza qui, e per l’ulteriore immeritato attestato di stima… Vengo subito a vedere!
      Un abbraccio. Piero

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  7. Non c’è parità di diritti per tante donne, questa è la mia riflessione, sulla carta Sì, ma nella realtà se una donna lavora, guadagna meno di un uomo e lavora il doppio, perché il bis lo fa a casa. Se non lavora è in sudditanza con il patner che guadagna. Mah, forse è meglio la foresta!!! E poi parità assoluta, rispettando la diversità, vale a dire: uguali, ma diversi. Non mi piacciono le donne che rinunciano alla propria femminilità, Ok Tarzan? Ciao…e stavolta salutami la jungla!!! Giusy

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    1. Ma Tarzan in fondo è un tontolone… pur di non perdere Jane avrebbe fatto salti mortali tripli carpiati rovesciati… Comunque è vero ciò che dici fatti salvi alcuni ambienti, per esempio nell’industria privata, dove quando una donna prende il sopravvento, gli ometti devono cominciare a tremare… Grazie carissima Giusy. Ti saluto la giungla… non è difficile, perché è ormai intorno a noi…

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      1. Meglio un tontolone che fa i tripli salti mortali rovesciati che tanto piattume…e poi tarzan era un mito per me quando ero piccola! Le donne al potere, sarebbe ora, dopo secoli di sottomissione…sì e quelle che vi fanno tremare a voi maschietti, quelle con gli attributi ah,ah,ah!!! Ricordati che una brava casalinga sarebbe un’ottima manager, tanto è difficile portare avanti una famiglia. Ciao a presto, Giusy

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        1. Io non tremo… semmai fremo… è diverso!
          Basta cambiare una lettera per avere nuove prospettive…
          Alla prossima mia cara… Un abbraccio, Piero

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            1. Ohi ohi in che senso?
              Se volpacchiotto, chiacchierone e molto furbetto sono aggettivi per un tenerone che vaga nella vita come se andasse per la brughiera alla ricerca della sua perduta o mai incontrata metà del cielo, ci sto. 😀

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                1. Ma scherzavo! Quale ricerca…:D
                  Ho sul groppone lavoro, due vecchietti più due figlioli giovinotti… figurati se mi posso permettere certi lussi… ahaha
                  Stamane l’ho passata al pronto soccorso per mio padre che per fortuna non è stato ricoverato… pensa te…
                  Se non scherzassi, non mi divertissi e non fantasticassi un po’, dovrei andare a ricoverarmi io… 😀
                  Ciao, Piero
                  PS I bulletti e i furbetti non sono mai piaciuti neanche a me… ad esempio quelli che incontrato qui nella blogosfera li ho già sepolti. 🙂

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                  1. Ma è per tutti così caro Piero, ogni giorno indossiamo una maschera o una corrazza a seconda di cosa dobbiamo affrontare. Pochi sono sereni fino in fondo e comunque l’animo umano è talmente complesso che cogliere le sfumature più profonde è davvero un’impresa ardua. Se riesci a conservare questo spirito, continua così, credo che per te si schiuderanno orizzonti migliori, si, sei un vincente, per te si schiuderanno. Buonanotte

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                    1. Giusy cara, non mi lasciare così nel bel mezzo di una considerazione profonda.
                      Ci ho messo due anni a costruirmi una corazza, il cui materiale di base è una superfilosofia tutta mia. Conoscerai sicuramente “Invictus”… bene, io sono padrone della mia anima. Continuerò ad essere generoso, affabile, simpatico, gentile con tutte le persone che lo meritano. Ad esempio con te.
                      Ma tutti quelli che non meriteranno tutto ciò, non avranno mai più il mio scalpo.
                      Ti abbraccio. Piero

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                    2. Bravo, questa tua autodeterminazione ti aiuterà moltissimo, ammiro chi riesce a rialzarsi dopo una caduta, coraggio allora, vedrai che “corvo rosso non avrà il tuo scalpo”, sono contenta anch’io di averti conosciuta. Serena sera, Giusy

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  8. la parodia è divertentissima Piero…in fondo le nostre grandi città non sono molto diverse dalla giungla del buon Tarzan, anzi forse sono anche peggio. Buon per lui che nella giungla non ci siano pub e discoteche, altrimenti Jane dopo due giorni era di nuovo a ballare in tanga sui tavoli di qualche locale… 🙂

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    1. Grazie cara Mirna, in effetti è una parodia di quanto accade nella realtà. Dovresti sentire mio padre! A parte che non ti lascia seguire un telegiornale perché anticipa ogni notizia e la commenta inveendo contro tutti… ma a proposito di parità, lui che viene da una famiglia patriarcale di cinque fratelli e tre sorelle con un padre che non voleva sentir volare una mosca… 😀 immagina la scena…

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  9. Sbalordita…solo tu potevi spingermi oltre il decimo rigo!!!
    “Procace” e “argute femmine di scimpanzè son perline che la tua penna ci ha regalato.
    Happy end?
    Un “sequel” occorrerebbe…
    Facci un pensiero, ok??
    Il quadro di insieme del tuo racconto testimonia scenari e rivela una ( ahimè) nostra quotidianità…
    Attendo la seconda parte, Piero..
    E’ una richiesta ufficiale, imposta dalla tua penna!!

    🙂

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    1. Carissima Marzia,
      attribuendomi il potere di sospingerti oltre il decimo rigo, il sequel diventa assolutamente indispensabile. 😀
      Hai ragione, è uno spaccato di vita. In fondo sono le croci e delizie dei nostri rapporti sentimentali, coniugali e non.
      Tu dici che durerà?
      Ti sono riconoscente per tutti gli apprezzamenti. Un abbraccio. Piero
      PS giuro che penso alla continuazione… dipende dall’ispirazione… 😀

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    1. È una delle inevitabili situazioni che questa crisi ha imposto. Tuttavia, non è affatto disdicevole che l’equilibrio e l’armonia siano conseguiti per mezzo di alternative ai modelli standard.
      Grazie infinite. Ciao, caro K. Piero

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        1. Be’ ma credo che al di là della particolarità, ognuno di noi prima o poi debba ingegnarsi anche in faccende che prima non lo riguardavano.
          20 anni a Milano, di cui almeno 15 a far capo a casa solo per dormire e mangiare, mi hanno “costretto” a imparare a cucinare, a mettere la lavatrice e fare i mestieri… Senza avere abbattimenti di secrezioni di testosterone! Ahahah 🙂

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  10. Ahahahhahahahaha grande piero… rispecchia molto la vita attuale e tu hai trovato in questo scritto la capacità di percepire che la donna non solo non è quella di una volta…. non che vuole comandare… ma vuole essere al pari… fare quello che anche voi siete capaci di fare… siamo tutti dotati di stesse armi… poi sfido… io ne conosco due che piuttosto che andare a lavorare starebbero a casa se la moglie riuscisse a portare a casa un buon stipendio. Purtroppo cade anche questo…. le donne percepiscono redditi decisamente inferiori a quelli degli uomini. . Ingiustizie. Buona giornata caro piero…. e grazie davvero x questa allietante favola.. mi ga davvero divertito.

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    1. Carissima Anto, sono molto felice che ti abbia divertito. Hai ragione è una parodia di quanto avviene nella realtà. Da una parte la richiesta legittima della parità e dall’altra la riluttanza a cedere lo scettro. Peraltro il “regno” maschile non soccombe così facilmente. Prova in tutti i modi a resistere, salvo poi cedere di schianto!
      Un abbraccio. Ti ringrazio per la visita e per il bellissimo commento. 😉 Piero

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  11. Ahaha meraviglioso! Dovresti proporlo come sequel… Considerando che su facebook girano un sacco di “idee” (tutte uguali) su come sarà realmente la vita delle principessine Disney dopo il vissero felici e contenti: casa – famiglia – casa – famiglia, finalmente un risvolto originale… Bravo, mi è piaciuto assai 😀

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    1. Grazie infinite… Sì, il lieto fine affascina, ma è sempre un concetto relativo… anche questo, per certi, versi lo è. Grazie per la visita e per l’apprezzamento. Ciao, Piero

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    1. Opinione rispettabile! Ma se ci può provare un Tarzan, tutto sommato, potrebbero provarci anche altri meno iconografici personaggi. Ciao e grazie. Piero

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      1. Comunque, anche la “femminista” Mimi’ Berte’,da’ qualche spiraglio di speranza. Gli uomini possono cambiare, se amano, come dicono le ultime cinque parole: “sono quelli innamorati come te”, riferito ad un uomo. Ciao.

        Marghian

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