La notte

A beneficio dei più giovani…  Noi meno giovani ci siamo deliziati di canzoni come queste.

Se il giorno posso non pensarti
la notte maledico te
e quando infine spunta l’alba
c’è solo vuoto intorno a me

La notte tu mi appari immensa
invano tento di afferrarti
ma ti diverti a tormentarmi
la notte tu mi fai impazzire

La notte

Mi fa impazzir mi fa impazzir

E la tua voce fende il buio
dove cercarti non lo so
ti vedo e torna la speranza
ti voglio tanto bene ancora

Per un istante riappari
mi chiami e mi tendi le mani
ma il mio sangue si fa ghiaccio
quando ridendo ti allontani

La notte

Mi fa impazzir mi fa impazzir

Il giorno splende in piena pace
e la tua immagine scompare
felice tu ritrovi l’altro
quell’altro che mi fa impazzire

La notte

Mi fa impazzir
mi fa impazzir
mi fa impazzir


61 risposte a "La notte"

    1. Immagino! A parte la canzone e il modo di comporre canzoni di quei tempi irripetibili, credo che questa si distinguesse anche per l’interpretazione di Adamo.
      Sarà stato un bellissimo regalo.

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        1. Esatto! Sono felice di apprendere della passione tra i tuoi anche perché, a dirtela tutta, ne osservo ogni giorno in casa una simile, quella tra mio padre (92) e mia madre (84) sposati da ben 60 anni! 🙂

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  1. Sai, Piero, quell’altra canzone di Adamo, “Ho raccolto il mio coraggio”. Da piccolo mi piaceva tantissimo, ma sai perche’? Ero appassionato di mitologia, alle elementari, e la canzone allora mi piaceva solo perche’ diceva “e uno scuro labirinto, di cui non posso uscire mai…” perche’ mi faceva pensare a Teseo, al labirinto di Creta, e al minotauro 🙂
    Ciao.

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    1. Però che associazione, tra la canzone e la mitologia! Non ci avrei mai pensato. Peraltro quelli erano tempi in cui ancora, almeno a scuola, si potevano coltivare i miti della storia antica.
      Ciao!

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      1. Ah, l’associazione con la mitologia…quella la fece meglio di me Celentano, immagina quanto mi piacesse “teseo con il filo della arianna andava… cosi’ la strada per tornare a casa sempre trovava, e non si perdeva..” 🙂

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  2. Ciao Piero. Ho scelto questo post, bellissimo per la bellezza di questa canzone, per salutarti. Io ho fatto due post uguali, brevissimi, dedicati alla tragedia di Parigi: due semplici “je suis paris”, nell’uno e nell’altro blog.
    Per il rimanente- gi altri blogs, il tuo e degli altri.- c’e sempre la mancanza di tempo. Ciao, buona notte – per stare in tema, de “La notte” 🙂

    Marghian

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    1. Carissimo Marghian, le canzoni di quei tempi erano molto emozionanti e “La notte” è sicuramente tra queste.
      Sì, avevo letto il tuo post e della tua decisione di non rimanere in silenzio di fronte a quest’altra immane tragedia.
      Io ho scelto di non scrivere né di commentare almeno per un giorno.
      Purtroppo io ho vissuto da vicino il terrore, trovandomi bloccato a Chicago dopo l’11 settembre e alcuni mesi dopo all’aeroporto di San Diego dove per un allarme intervenne l’FBI, sottoponendo tutti a minuziosi controlli e interrogatori.
      Quindi ho vissuto sulla mia pelle il tentativo di metterci sotto scacco. Di toglierci la libertà di vivere oltre che di spezzare vite di innocenti.
      Ti ringrazio. Un caro saluto, Piero 🙂

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      1. “Purtroppo io ho vissuto da vicino il terrore, trovandomi bloccato a Chicago dopo l’11 settembre e alcuni mesi dopo all’aeroporto di San Diego..” Terribile, Piero. non immagino quanto sia stato terribile.
        Un nostro amico di famiglia defini’ pauroso e timoroso un ragazzo che, esplosagli una bomba vicino- era iun residuato bellico che esplose quando lui passo’ vicino, in bicicletta..- mori’ due giorni dopo per lo spavento. “E piccioccu coraggiosu chi fudi!” /che ragazzo corggioso, che era!”, disse ironicamente. MIo padre gli disse “prova tui a ti zzaccài una bomba aìcci de accanta…” (prova tu, scoppiarti una bomba cosi’ da vicino…). Quel ragazzo non era timoroso, e chissa’ quanti traumi, incubi ed esaurimenti nervosi, per avere assistito da vicino a scene di eventi terroristici, con esplosioni o spari. I danni psicologici, oltre a quelli fisici, sono tremendi- come e’ accaduto a reduci del vietnam eccetera-. Ciao Piero .)

        Marghian

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    1. Erano tempi in cui era tutto più puro, ricco di sentimenti veri e forti, pieno di speranze.
      In tempi come quelli, tu saresti stata una grande protagonista.
      Ti abbraccio forte.
      Piero 🙂

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      1. condivido caro Piero … tutto più puro, vero e la ‘nostalgia indotta’ viene anche a me che non sono proprio di quella generazione, ma l’ho vissuta dai racconti, dai films, dalle foto dei miei, dal vinile che mi fa sognar ciò che non ho vissuto ….. 🙂

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        1. Allora sei anche tu una privilegiata, Cara Bea.
          Entrando nel sangue, quei valori e quelle sensazioni, ti hanno già resa una persona diversa, arricchendo il tuo spirito.
          Ti abbraccio. 🙂 Piero

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  3. Qursta canzone mi è sempre piaciuta! È incalzante, come la sua melodia e fa uscire fuori proprio la sensazione di cio che dice… Ed é vera oh! Magari di giorno ci rimpinziamo di robe da fare e riusciamo ad ingannare la capoccina… Ma la notte? Ê un macello… E cone tu insegni ci sono anche i sogni…
    Non so se posso essere annoverata tra i piu giovani avendo 36 anni, ma io l’ho conosciuta un po dopo, quando gia c’erno dei cantanti non cantanti e canzoni come queste invece sanno parlare!

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    1. Puoi essere annoverata tra le pischelle, almeno dal mio punto di vista. 😀
      Erano anni di grandi speranze e di grandi e travolgenti passioni… 🙂
      Se mi dovessero chiedere in quale epoca vorrei rinascere, direi negli anni 50, per godermi di nuovo gli anni 60-70! 🙂
      Ti abbraccio, Piero 🙂

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      1. Mo tra le pischelle me pare troppo! Ehehe! Beh si ad averli vissuti devono essere stati proprio belli quegli anni nella rinascita di tutto e nella foga di viverla! Gli anni 60… Ah che sogno!le prime vere consapevolezze, quelle con cui io sono nata e non le ho conquistate e non le apprezzo a pieno!

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            1. Noi abbiamo dovuto letteralmente combattere per ottenere quelli che oggi sono considerati diritti civili elementari.
              Perciò li apprezziamo di più e, soprattutto, li rispettiamo.
              Spero solo che la vostra generazione prima o poi smetta di correre dietro modelli sociali privi di spessore emotivo, culturale, intellettuale e riapra gli occhi.
              In gamba lo siete. Più di noi. E avete più mezzi di quanti ne avessimo noi alla vostra età.
              I presupposti ci sarebbero tutti. È solo questione di svegliare le coscienze.

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              1. …e pensa quelli che vengono dopo di noi allora…. Rabbrividiamo!
                Pero mi permetto di dire che la presa di coscienza prima o poi arriva soprattutto se siamo cresciuti con dei valori… Io per esempio non mi son mai convenzionata a qualcosa perche era di moda… Io facevo e faccio solo quello che credo giusto (o sbagliato) per me…
                E non so se ti sei accorto… Lo dico anche!

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                1. Credo che la tua chiave di lettura sia la più giusta. È questo il modo per approcciare la vita e rendersi l’esistenza più “gestibile”. Altrimenti è tutto un rincorrere dietro mode e modelli che lasciano il tempo che trovano…

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  4. Sembra una poesia, la notte acuisce ogni pensiero e fa comprendere quello a cui teniamo veramente. Mi ricordo che le canzoni si ascoltavano su un giradischi portatile a pile. Inserire quel disco era quasi un rito propiziatorio: si puliva per paura che si rigasse e poi un leggero ronzio faceva capire che era partito…ancora pochi secondi di attesa e poi finalmente la voce…Buona giornata Piero, un abbraccio, Giusy

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    1. Il mio primo giradischi fu un “Lesa” 🙂 E mi ricordo anche i mangiadischi di cui probabilmente parli tu… Che tempi! Buona giornata a te. 🙂
      Ti abbraccio forte. 🙂 Piero

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        1. Quella ricchezza per fortuna, cara Giusy, non l’abbiamo perduta. Abbracci. 🙂 Piero PS nelle prossime ore sul mio blog ci sarà una piccola sorpresa per te, quindi stai in campana… 🙂

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  5. Perche’ MENO GIOVANI?
    …………………….SOLO DIVERSI………………..

    La Musica ha sempre accompagnato fatti ed eventi e, la Vita…da quando e’ nato il mondo, ad adesso.
    Cambiano le melodie..ma le note sono sempre quelle.
    Barbara

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