Lezioni

Nella vita non si finisce mai d’imparare né di sorprendersi. L’ho sempre saputo ma ho ogni tanto commesso l’errore di aprire il credito verso un prossimo che ha saputo suscitare la mia generosa predisposizione ad aiutare chiunque fosse in difficoltà. Ho sempre sperato così di dimostrare la regola con un’eccezione ma, come matematicamente atteso, ciò non è accaduto.

Avrei dovuto pubblicare tutt’altro post ma non posso fare finta che nulla sia accaduto. In realtà, in questo frangente, mi viene molto naturale parafrasare una riflessione del grande Indro Montanelli a proposito della “ragione”: ha ragione chi non urla, non denigra, non insulta, non minaccia. Cioè ha ragione chi parla serenamente, instaura un civile contraddittorio, argomentando e rendendosi disponibile ad ascoltare l’altro. Anche la strada del silenzio è una scelta purché poi si agisca secondo le proprie convinzioni e principi, nell’eventualità prendendo le distanze da fatti o persone che risultino sgraditi.

Quella di denigrare (più propriamente calunniare o diffamare), è una pratica altrettanto antica quanto il ben più noto mestiere. Ne troviamo perfino traccia  nel “Commentariolum Petitionis” di Quinto Tullio Cicerone al più celebre fratello Marco Tullio a cui egli consiglia sempre di “denigrare l’avversario” a prescindere dalle sue reali colpe perché tale azione qualche dubbio nella mente della gente comunque lo lascerà. Siamo tra il 65 e il 64 AC… circa duemilacento anni fa, quando non c’erano carta stampata, TV, internet, whatsapp, facebook. Strumenti che si dimostrano formidabili nell’aprirci finestre sul villaggio globale ma che possono essere anche molto pericolosi per la privacy e la onorabilità di noi utenti.

Colgo l’occasione di sfatare qualche leggenda metropolitana che ho appreso mi riguardi.

La prima, i motivi del mio lungo silenzio sul blog: ho dovuto, e non per il senso del dovere ma per amore, occuparmi di mio padre le cui condizioni di salute sono precipitate nel giro di un anno, esitando nel suo decesso, avvenuto il 31 agosto scorso. Ciò mi ha proiettato in una condizione familiare diversa, laddove in aggiunta alle mie, ho assunto via via ulteriori responsabilità verso la famiglia ora composta da mia madre e i miei due figli, rispettivamente di 26 e 25 anni.

La seconda, il mio status sentimentale: sono felicemente single da tre anni e tale intendo rimanere e non perché disprezzi il fascino femminile, al contrario. Come infatti detto in altre occasioni, in totale trasparenza, non posso permettermi il lusso di costruire una nuova storia sentimentale semplicemente perché oggi non potrei dedicarmi anima e corpo ad una donna, proprio come ho sempre preteso da me stesso.

Stento a credere che una comunità animata dagli stessi valori che io cerco di mettere in pratica – educazione, rispetto, generosità, solidarietà – cada nella tentazione di trasformarsi in un rissoso condominio fondato sull’invidia e sul pettegolezzo oppure nell’ennesimo social fatto di emoticon, auguri e contro auguri, gossip, toto-fidanzamenti e scempi della Lingua italiana!

Di conseguenza, in forza della ragione di cui sopra, andrò avanti per la mia strada con l’unica differenza che mi dedicherò nei prossimi giorni all’accurata selezione di chi seguo ed alla successiva rimozione anche da mio follower di chi non incontri il mio interesse oppure della cui identità o sincerità io non sia certo. Fermo restando che valuterò con la massima attenzione aperture di dialogo con sconosciuti.

Poiché credo che ciascuno qui voglia rimanere a coltivare i propri interessi in piena serenità,  mi sto facendo promotore presso il Garante per la Privacy prima e WP poi, perché sia aggiunta la funzione di “blocco” (come già succede in FB) dei molestatori, qualunque obiettivo abbiano. Al momento le uniche difese che abbiamo sono infatti lo “spam” e la funzione “rimuovi” nella sezione “persone”. Ma una volta rimosso, il molestatore può iscriversi di nuovo e così all’infinito.

Permettetemi di precisare che data la gravità delle calunnie e della diffamazione messe in atto, chi abbia preso incolpevolmente parte al “complotto” senza però sentire il dovere di informarmi, non ha nulla da temere. Ho conosciuto molte persone su questa piattaforma e sono sicuro che nessuna possa affermare che io abbia mancato di rispetto. Ma sono altrettanto sicuro di poter discernere con accuratezza la sincerità di quasi tutti. Colgo dunque l’occasione per ringraziare pubblicamente chi abbia voluto esprimermi la sua solidarietà direttamente o indirettamente. Chi sentisse il bisogno di indirizzarmi le proprie considerazioni, può farlo utilizzando il modulo “contatti”. Per il momento, infatti, commenti e like rimangono interdetti sia perché mi manca il tempo di rispondere a tutti (così come sono stato educato a fare), sia perché capisco che il “tengo famiglia” esorbiti quasi sempre i buoni propositi di esporsi a combattere ogni forma di violenza.

Chi non condivide le mie scelte o non gradisce la mia presenza nel suo blog, non è obbligato a dedicarmi ulteriori energie e, volendo, può farmelo sapere senza darmi alcuna spiegazione.

In ogni caso, al contrario dei molestatori che credono di essere al riparo dalla sicura identificazione cambiando profili, aprendo e chiudendo blog, io fieramente continuerò a metterci la faccia, nome e cognome, indirizzo email e numero di cellulare. I passi a tutela della mia rispettabilità sono stati compiuti quindi “intelligenti pauca” e buona fortuna!

A tutti, un sentito grazie.