La migliore musica

Mi piacerebbe esordire così: “O capitano, mio capitano”. Ma tu non sei Abraham Lincoln compianto da Walt Withman. Sei stato comunque un grande uomo e un padre esemplare. Quindi caro Papà, non fare polemiche, lo so che in vita t’ho sempre chiamato “Babbo” ma vista la solennità dell’occasione, lasciami restituire a Cesare quel che è di Cesare.

Magari volevi riposare o, viceversa, dopo avermi dato risposte per anni, istintivamente vorresti mandarmi in spam o rimuovermi dai tuoi follower! Non farlo, ti prometto che sarò conciso.

Dicono che se si chieda qualcosa ad un congiunto che ha lasciato questa valle di lacrime, non si ottengano risposte udibili piuttosto bisognerebbe prestare attenzione a eventuali segnali. Che so, una folata di vento, un raggio di sole, un’improvvisa nuvola e, nei casi peggiori, un fulmine o un temporale.

Io vengo a trovarti ogni settimana ma non ho ancora percepito nulla. Infatti, partendo dal presupposto che tu ora ne sappia più di noi, ti faccio un sacco di domande (ma non ti chiedo mai i  famosi tre-numeri-al-lotto) e, inspiegabilmente, l’unica cosa che mi colpisce è l’agghiacciante silenzio che pervade il luogo in cui ora sei o almeno noi crediamo tu sia.

Ecco, è proprio questa la domanda che ti faccio più spesso: dove sei?

Prima che t’arrabbi e cominci a snocciolare una delle tue articolate divagazioni, tra cui spiccherebbe quella sulla laurea da te conseguita “all’Università della Vita“, ora che sei teoricamente dall’altra parte, hai avuto qualche tipo di evidenza che esista una vita oltre la vita? E, al di là di tutto, potresti per caso confermarmi che la vita tu l’avevi davvero capita, come mi ripetevi ad ogni piè sospinto?

Non meravigliarti. Piuttosto mi meraviglierei io, se tu oggi ignorassi che una sedicente veggente mi ha predetto che presto ti raggiungerò. Su, non fare lo gnorri. Dicono che lassù si conosca tutta la verità! Be’, grazie a Dio oppure al corredo genetico ereditato, godo di ottima salute. Tuttavia… non è legittima la curiosità di sapere cosa debba aspettarmi?

Il tuo silenzio è forse un’implicita ammissione della teoria della reincarnazione? E in chi ti saresti reincarnato tu? No, perché sono andato all’Anagrafe trovandovi un’impiegata che imprecava: da mesi non effettuava iscrizioni per nascita ma rilasciava solo certificati di morte, nemmeno fosse una dipendente delle pompe funebri. Di conseguenza, appurato che non sei ritornato nel nostro paese d’origine, potresti farmi sapere dove ti saresti trasferito? Il Mondo è troppo grande perché io possa intraprendere la ricerca come se tu fossi un “Tulku”, un “Lama” reincarnato!

Scherzi a parte, non puoi svelarmelo o il tuo silenzio vorrebbe suggerirmi di “più non dimandare né ti crucciare” e di rivolgermi direttamente al Sommo Poeta? Nel qual caso, sono sicuro che egli confermerebbe l’ineluttabile verità. E se dunque esistono davvero Inferno, Purgatorio e Paradiso – per quanto la tua probità sia ampiamente riconosciuta (ma io so che qualche marachella l’hai commessa) – tu dovresti essere nella terra di mezzo. Giusto?

Rassicurami perché non vorrei mica passare il resto dell’esistenza in Paradiso a correre dietro la donzella che tanto amai – sì, esatto, proprio quella “tanto gentile e tanto onesta pare” che ti presentai come mia compagna di vita e che ti piacque immediatamente. Che poi, detto tra noi, piaceva solo a te e a me perché al resto della famiglia, l’ho appreso dopo, mica tanto. Eh lo so… Sappiamo come ragiona tua moglie, mia madre. Però santa donna, avrei dovuto darle ascolto. Vabbé lasciamo perdere, ci siamo capiti, io in Paradiso a fare il cascamorto? Non se ne parla!

Purgatorio. Come si sta? Non è troppo incolore, scialbo, piatto, usurante per te? Che poi, ‘pà, chi intercederebbe per me? Figurati. Padre Lorenzo sentenziò che non sono un buon Cristiano perché ruppi il Sacro Vincolo ovvero volli sciogliere un matrimonio che rischiava di arricchire noi piccioncini di inganni e solo di quelli. Oddio, a questa latitudine l’immaginario collettivo ne sarebbe stato entusiasta: le vedi ancora quelle immarcescibili statuine, fossilizzate agli angoli dei borghi antichi, perfettamente conservate sotto il sale della maldicenza?

Terza possibilità: Inferno. Certo immagino che l’Inferno non sia più come quello di una volta e che senza più girarrosti, colà si debba fare più fatica che in vita. Insomma sei sicuro che non sia diventato farlocco? Una balla spaziale? Già, proprio come diceva una volta Hitler e dimostra oggi Matteo Il Magnifico: “più grossa la spari e più ti crederanno”. Non essere pedante, so benissimo quante volte ne abbiam fatte le spese. Che vuoi farci, la verità non ha alcuna possibilità contro la colossale bugia.

Comunque sono convinto che l’Inferno abbia il suo perché. Infatti, caro ‘pà, io ci sono già! Qui, più ti fai i *beep* tuoi e più tentano di trascinarti nei *beep* loro. Per cosa poi? Per farsi piacere a tutti i costi, pensa un po’.

Che silenzio! Che freddo insopportabile! Scusa, accendo il riscaldamento. Mi sa che non sei stato ad ascoltarmi. Ma ti voglio bene lo stesso. Però non approfittarne, eh! Non venire in sogno a dirmi che stai scomodo. Non hai idea di come si stia qui.

Ci sentiamo presto o ci vediamo. Dipende dalle capacità della veggente. Ciao, Papà.

Uffà…Lo so, lo so… “A volte la migliore musica è il silenzio”.

Ludovico Einaudi, Petricor, Elements, 2015 e Zucchero Fornaciari, Miserere, 1992

20 risposte a "La migliore musica"

  1. Caro Piero intanto come Lauraluna non posso non ringraziarti per avermi accettata tra i tuoi frequentatori del blog. E poi, riguardo questo post, posso solo dirti che l’ho trovato così lucido e specchio della tua personalità altamente sensibile, da sentirmi a te vicina in ogni singola parola. Anch’io credo fortemente che la morte non sia la fine di tutto ma anzi un nuovo inizio. E credo davvero che un giorno incontreremo i nostri cari lassù per poter vivere in pace per sempre con loro. Perché mai si dovrebbero avere in vita affetti per perderli nell’aldilà ,ovunque questo aldilà si trovi? La perdita di mio padre fu una bella batosta per me, improvvisa e lacerante ma questa convinzione mi ha sempre sostenuta. Ti sono vicina Piero con tanto affetto. Isabella

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    1. Gentile e cara Isabella, il piacere di averti qui è grande. Sono io a ringraziarti per aver accettato. Ti ringrazio anche per le tue considerazioni che condivido pienamente. Perdere un Padre che è stato presente, avvolgente, rassicurante e amorevole sempre e per tutta la famiglia, non è una cosa che si accetti o superi facilmente. Ma alla fine, proprio partendo dalle tue considerazioni, si giunge ad accettare e a sentirsi altrettanto amati, nella consapevolezza di non averlo perso del tutto. Ti abbraccio con altrettanto affetto. Piero

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  2. Ho letto soltanto ora della perdita di tuo padre. Avevo 29 anni quando ho perso il mio e il dolore lo posso immaginare! Mi dispiace infinitamente. La sua luce ed il suo amore saranno sempre con te.
    Ti sono vicina con tutto il cuore. Un grande abbraccio 🙂

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  3. Ho perso mio papà in marzo e anch’io mi pongo molte domande su dove esso sia…non lo sento, non risponde, non mi da nessun segno e attribuisco tutto ciò al fatto che l’ineluttabilità della sua morte io non l’abbia ancora capita. Forse il mio cervello mi protegge in qualche modo, dandomi momenti di realtà alternati da periodi di ignoranza, forse serve ad evitare che la sofferenza arrivi tutta insieme.. Mi sento come una diga che rilascia acqua poco alla volta e mi chiedo cosa succederà quando mi accorgerò che il lago che sta a monte sarà completamente prosciugato.

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    1. Io sono padre anche di una ragazza di 25 anni. So cosa voglia dire. So quali legami si creino tra figlia e padre e viceversa. Per quanto lei sia ormai una donna, per me rimane, infatti, la mia bambina. E per quanto il mio legame non sia morboso ma correttamente protettivo, so le sofferenze che riesce a provocare il distacco. Io stesso sono stato lontano circa vent’anni dai miei due ragazzi e tuttora ricordo che mia figlia, ancora bambina, s’ammalasse davvero, con febbre a 38, quando il lunedì mattina dovevo ripartire per il lavoro. Perciò ti capisco, comprendo la tua profonda sofferenza e anche quel “rifiuto” che l’ineluttabile si sia compiuto. Credo che la morte non sia la fine della vita, ma la svolta. Che dopo una vita ce ne siano ancora tante da vivere. Perciò, al di là di quell’ironia che ho usato per sopraffare la sofferenza di una grave perdita, voglio pensare che mio Padre e che tuo Padre, siano già pronti a ricominciare a tornare tra i “mortali” per dispensare quel bene che hanno incarnato nella vita spesa vicino a noi. Forse è questa la ricompensa per certi uomini che non hanno mai smesso di amare gli altri e che hanno sacrificato l’intera vita per il bene della propria famiglia e, in particolare, dei propri figli. Ti sono profondamente vicino, veramente con tutto il mio cuore. 🙂

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  4. Caro Signor Papà di Asdrù, io credo che lei meriti un posto nella Candida Rosa, perché certi geni della penna discendono dai geni del cuore. Ho sentito che la vista di piume non è altro che un messaggio che voi da lassù mandate a noi quaggiù. Io spero che il mio caro Asdrù di piume ne veda tante e sono certa che se lei potesse ne manderebbe chissà quante. Un affettuoso abbraccio a papà e figlio!

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    1. Gentilissima “Pinuccia” (così m’ha detto Asdrù di chiamarla), non sa quanto Lei abbia ragione! Lui parla delle mie marachelle… e delle sue? Cosa vogliamo dire? Sa com’è, un padre ha anche il dovere di proteggere i propri figli ed io l’ho sempre fatto, estendendo la mia ala protettiva anche ai nipoti, non rinunciando così mai a prendere sulle mie spalle tutte le loro preoccupazioni. È stata tuttavia una fatica non troppo difficile da affrontare, specie quando mi sono reso conto che la mia progenie ha avuto la fortuna di incontrare persone che hanno davvero un’anima. Un’anima che sa risuonare solo con il bene, la dolcezza, la sensibilità, l’amore, il rispetto. Senza che il “piccolo” (si fa per dire) Asdrù mi riferisse nulla, avevo già intuito che Lei è una di queste meravigliose persone. Grazie, “Pinuccia” (mi piace chiamarla “Pinuccia”) gli abbracci e le piume sono tutti per Lei. 🙂

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  5. Tuo padre è ovunque sia tu. Non so se è in un qualche luogo preciso,.in qualunque modo lo si voglia chiamare. Ma in uno lo è con certezza: dentro di te. Credo che da lì non smetterà di parlarti. Che da lì tu possa sentirlo sempre. ♡

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    1. Carissima Lucia, puoi stare certa che lo senta… anzi fin troppo… quello degli ultimi tempi aveva sempre da ridire… figurati. 🙂 Scherzi a parte ti ringrazio per il grande supporto morale che mi dai. Sebbene debba “tenere botta” e mostrarmi più forte del solito, la sua dipartita è stata difficile da accettare. 🙂 Grazie di cuore. Ti voglio bene. 🙂

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  6. Ti sono vicina ❤ ..avevo avvertito subito la tua assenza qui e percepito già qualcosa, avevo chiesto a Dora mi ha poi riferito .. purtroppo nella vita viviamo in forte contrasto tra alti e bassi… un abbraccio fortissimo per la scomparsa del tuo papà. .ti sono vicina anche se lontana.
    Marcella.

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    1. Grazie di cuore Marcella. 🙂 Percepisco il tuo affetto e ne sono commosso. 🙂 Purtroppo la vita è questa. Ora tocca andare avanti. 🙂 Grazie di esserci e di questo bellissimo commento. 🙂 Ciao, Piero

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  7. Ciao, Piero. Io credo che tuo padre abbia sorriso, leggendo queste righe da sopra la tua spalla. Grazie dell’invito. Come vedi, ci sono…Ma non commentero’ molto spesso, temo. Il Purgatorio: Penso che possa essere tutto, fuochè piatto e incolore… Ma è un’idea mia. Io spero, nonostate me, di raggiungerlo, prima o poi… e credo che ci ritroveremo. Grazie ancora. mf

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    1. Ciao Marilu. Be’ quello degli ultimi tempi avrebbe borbottato e bofonchiato qualcosa di volutamente incomprensibile, trovandosi in disaccordo per “partito preso”. ahahah Ti ringrazio di esserci, è per me un privilegio. 🙂 Non preoccuparti dei commenti, d’altra parte non pubblico a raffica quindi non sarai in nessun modo e mai messa sotto pressione! 🙂 Qui vorrei stare tra amici, in tutta trasparenza e con l’obiettivo di condividere emozioni e non le meschinità che la vita purtroppo sempre più spesso ci riserva. 🙂 Il Purgatorio. Credo che potrebbe essere un luogo che favorisca la meditazione, il raccoglimento, la riflessione. E da questo punto di vista, dovrebbe essere un luogo pervaso dalla pace. 🙂 Raggiungiamolo il più tardi possibile, ti va? 🙂 Grazie infinite di aver accettato e di aver voluto lasciarmi questo bellissimo segno del tuo passaggio. 🙂 Buona giornata e buona settimana. 🙂

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  8. Intanto sono onorata di far parte del tuo blog privato, poi sul post ” La migliore musica” ” non ho molto da commentare, se non che hai trovato un modo superlativo di ricordare tuo padre, senza un briciolo di retorica.
    Non è da tutti.
    Chi sa usare l’ironia in certe circostanze denota uno spirito coraggioso che, pur soffrendo, affronta la vità con dignità.
    Tanti auguroni per il tuo blog privato,.

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    1. Permettimi di essere io a ringraziarti dal profondo del cuore per aver accettato l’invito. E ti sono grato anche per aver colto fino in fondo la sofferenza che data la mia età e la mia situazione non può eccedere ma trovarsi costretta quasi alla pudicizia. Grazie a te di questo bellissimo commento. Lo apprezzo davvero molto. Ti abbraccio affettuosamente. 🙂

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